Alitalia: 1.900 esuberi ma nessun licenziamento

I sindacati parlano di "Piano ponte" in attesa di Etihad.

Alitalia 1990 esuberi

Alitalia conferma che il nuovo piano industriale, dopo l’aumento di capitale, prevede 1.900 esuberi ma che non ci sarà nessun licenziamento perché la situazione sarà gli ammortizzatori sociali.

È quanto è emerso ieri durante l’incontro del management dell’ex compagnia di bandiera con i sindacati. Dei quasi 2.000 esuberi, 280 riguarderebbero i piloti, 480 gli assistenti di terra, 350 gli assistenti di volo, 600 gli impiegati negli uffici e 90 i manutentori.

I rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito che quello di Alitalia è in un piano di sopravvivenza più che un piano industriale finalizzato alla continuità aziendale fino a quando non si chiuderà la trattativa con l’ultimo partner industriale disponibile, la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti Etihad.

Dalla Uilt fanno sapere:

"Abbiamo chiesto che non ci siano licenziamenti e ci è stato garantito che non ci saranno. Questi 1.900 esuberi verranno gestiti con strumenti di solidarietà. Oggi ci è stato illustrato un piano di risparmi, ma il piano definitivo ci sarà dopo l'accordo con Etihad, che noi auspichiamo".

Toni analoghi dalla Filt Cgil che parla di "Piano ponte":

"Questo piano avrà un senso se troveremo un accordo e se questo piano sarà legato all'arrivo di un partner industriale tramite l'accordo con Etihad. E' un piano ponte, che serve a traguardare l'arrivo dell'alleanza con un socio industriale".

Venerdì prossimo ci sarà un nuovo confronto tra azienda e sindacati per definire il ricorso degli ammortizzatori sociali settore per settore, mentre Alitalia ha fatto sapere che da Etihad non è arrivata richiesta di ulteriori risparmi rispetto ai 295 milioni già stabiliti nel piano industriale.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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