Saccomanni: "Domani in Cdm il decreto privatizzazioni. Si parte dal 40% delle Poste"

Il ministro dell'Economia italiano si trova a Davos per il World Economic Forum.

Fabrizio Saccomanni

Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni sta partecipando al World Economic Forum di Davos a margine del quale ha annunciato che domani il Consiglio dei Ministri discuterà il decreto sulle privatizzazioni che prevede che si cominci da Poste Italiane con un 40%, mentre la maggioranza resterà allo Stato, almeno per il momento. Sarà lo stesso dicastero delle Finanze a stabilire come ripartire le ruote e secondo il viceministro Antonio Catricalà è importante "decidere di non fare uno spezzatino".

Già a novembre del 2013 il governo Letta aveva espresso l'idea di raccogliere 12 miliardi di euro dalla privatizzazione di aziende come Sace e Grandi Stazini, Enav, Stm, Fincantieri, Cdp Reti, Tag e Eni (in questo caso solo un 3%), ma Poste Italiane, che è stata l'ultima a entrare in gioco diventa ora dovrebbe diventare proprio la prima a essere quotata.

Il governo domani parlerà anche del "Rapporto Caio" sullo stato della rete Telecom, anche se pare che non sia ancora concluso e potrebbe essere illustrato la prossima settimana. Inoltre il Consiglio dei Ministri rinvierà i termini per il pagamento dei premi Inail in autoliquidazione per l'anno in corso dal 16 febbraio al 16 maggio, e lo stesso Sacomanni presenterà il provvedimento che prevede l'abrogazione del comma della legge di Stabilità sulle detrazioni fiscali. Per trovare i 488 milioni che mancherebbero facendo saltare quella norma si andrà a rafforzare gli obiettivi della spending review.
Nel provvedimento potrebbero essere incluse anche le nuove regole relative al rientro volontario in Italia dei capitali che sono stati portati all'estero.

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