Borse in affanno per i timori sui Paesi emergenti, Piazza Affari giù con le banche

Le borse europee aprono la settimana in ribasso, non invertendo il trend della scorsa, in scia al calo dei mercati asiatici causato dalle preoccupazioni per la crisi valutaria nei Paesi emergenti.

Mercati emergenti borse giù

Il tapering avviato dalla banca centrale Usa, che sta riducendo le sue massicce iniezioni liquidità sui mercati, come da previsioni pesa sulle performance dei mercati finanziari globali, che drogati con 85 miliardi di dollari al mese (in acquisti di bond) ora soffrono d’astinenza.

I segni della tempesta finanziaria sono evidenti nella crisi valutaria che sta investendo i mercati emergenti, con le forti svalutazioni della moneta argentina russa, brasiliana, turca e cinese, deprezzamenti che hanno affossato la scorsa settimana anche le piazze asiatiche.

In sostanza la riduzione degli acquisti di bond da parte della Fed ha prodotto un apprezzamento del dollaro provocando la caduta delle valute più deboli ed esposte alla volatilità.

Piazza Affari dopo il venerdì nero del 24 gennaio (quando ha perso il 2,3%) apre pure stamani all’insegna delle vendite (-1%) e dopo un paio d’ore di contrattazioni registra le perdite più consistenti rispetto alle altre maggiori borse europee (-1,27%), tutte con il segno meno.

Alla borsa di Milano l’indice principale Ftse Mib è zavorrato soprattutto dalla debolezza dei titoli bancari penalizzati a loro volta dalla risalita dello spread Btp-Bund sul mercato secondario, in scia alla crisi valutaria. Il differenziale Roma-Berlino si attesta così sulla scadenza decennale attorno ai 225 punti con tasso del Btp salito fino al 3,91%. Il differenziale Bonos spagnoli/Bund è a 212 punti base, per un rendimento del titolo iberico a 10 anni al 3,79%.

Lasciando il Vecchio continente, un vero tonfo lo fa registrare oggi la borsa di Tokyo che nella seduta di lunedì ha perso il 2,51% accusando il deficit commerciale record registrato nel 2013 e i timori degli investitori sui Paesi emergenti. L’alta volatilità e le perdite non hanno risparmiato gli altri maggiori mercati asiatici con Hong Kong e Seul che hanno perso la prima l'1,94% e la seconda l'1,56%.

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