L'accordo Italia-Svizzera potrebbe chiudersi entro maggio

Visita di Saccomanni a Berna: entro maggio potrebbe chiudersi l'accordo fiscale Italia-Svizzera

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Il ministro dell'economia Saccomanni si è recato a Berna nell'ambito delle trattative sull'accordo fiscale tra Italia e Svizzera, che fu prima cavallo di battaglia della campagna elettorale berlusconiana e ora rappresenta il tentativo principe del governo di larghe intese di far cassa tramite il rientro dei capitali scudati all'estero.

Come spiegato dallo stesso Saccomanni in conferenza stampa l'accordo è necessario affinchè affronti tutti i temi sul tappeto del confronto fiscale dei due Paesi, e potrebbe essere chiuso entro maggio. Al termine dell'incontro a Berna con la collega svizzera Widner-Schlumpf Saccomanni ha ribadito che il pagamento di tutte le imposte dovute e il superamento dell'anonimato sono due punti fermi per questo accordo.

In realtà questa mattina erano in molti a dare l'accordo praticamente fatto:

"Se qualcuno si aspetta una firma rimarrà deluso, si tratta di aspettative irrealistiche che non tengono conto della complessità della materia. L’incontro di oggi sarà solo uno step di un negoziato che non ha alcun tempo contingentato. Non è stata fissata alcuna data. Chi parla di fallimento non conosce l’argomento."

ha spiegato all'Asca un'anonima fonte elvetica. La tassazione dei capitali esportati illegalmente da residenti nella Confederazione elvetica rappresenta per il governo italiano una sorta di cavallo di Troia per il rientro dei capitali dall'estero: secondo alcune stime si parla di circa 120-180 miliardi di euro.

Ma il tema non riguarda tanto il rientro dei capitali: accordi simili infatti sono già stati siglati dalla Confederazione Elvetica con altri paesi europei. Sul piatto ci sono molteplici aspetti di vicinato e convivenza pacifica con gli svizzeri.

Negli ultimi anni sono più di 60mila gli italiani che hanno trasferito la propria residenza fiscale in Svizzera: tra aziende, imprenditori, operai, un piccolo esercito di lavoratori del (fu) Belpaese sta stressando non poco il sistema di welfare elvetico: un integrazione che favorisce forme di dumping salariale a sfavore dei lavoratori elvetici.

Anche il rapporto tra banche elvetiche ed aziende italiane è sul piatto: l'esigenza svizzera è di uscire da quella black list, un ostacolo non da poco per gli istituti di credito svizzeri.

Insomma, sul tavolo le trattative sono piuttosto serrate e parlare di un accordo in dirittura d'arrivo è decisamente esagerato.

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