E' in ritardo? Schiaffo alla ferrovia!

ferrovie rimborso biglietti
Ritardi cronici, treni che cambiano destinazione, soppressioni, carrozze stipate come carri bestiame, stazioni trasformate in cantieri mai chiusi. E' con questo che devono fare i conti, ogni giorno, gli utenti delle Ferrovie Nord Milano. L’ennesima denuncia è di un pendolare, un esponente di quell'esercito di persone che ogni giorno cala dall'hinterland settentrionale su Milano. E che, per farlo, ricorre ai treni delle Ferrovie Nord.

Un servizio di trasporto pubblico che, sulla carta, sarebbe meritevole e benedetto, perché decongestiona una rete stradale sull'orlo del collasso e, di conseguenza, contribuisce ad abbassare i livelli, drammatici, di inquinamento atmosferico. Peccato che però il servizio funzioni male: dal lunedì al venerdì, i treni diretti a Porta Vittoria (il cosiddetto passante ferroviario), viaggiano lungo la linea Seveso-Meda-Mariano Comense, con un ritardo cronico di cinque-quindici minuti. Talvolta, il ritardo supera il quarto d'ora e raggiunge livelli drammatici. Impossibile, in sostanza, fissare un appuntamento a Milano fidandosi dell'orario teorico di partenza del treno, perché ogni giorno è una sorpresa. Non mancano, poi, i paradossi che fanno imbufalire i pendolari, come i nuovi Treni ad alta frequenza (Taf, a due piani) che viaggiano in direzione opposta rispetto al flusso principale, ovvero da Milano a Seveso il mattino e viceversa la sera.

Ma in questi casi, appena elencati, è possibile farsi restituire i soldi del biglietto per i disservizi subiti?

La carta della mobilità del passeggero del Gruppo Ferrovie Nord riconosce un bonus del 10% per i ritardi che superano un valore limite, calcolato in base agli indici di affidabilità ogni mese e per ogni percorso. Lo stesso accade per Trenitalia: per i ritardi dei treni a lunga percorrenza anche per Trenitalia il rimborso avviene sotto forma di parziale ristoro attraverso un bonus.

Che tali restrizioni siano legittime é però quantomai in dubbio. Partendo infatti dal principio che il servizio di trasporto viene erogato da società per azioni, la Corte costituzionale ha più volte dato ragione a giudici di pace e utenti sancendo il diritto dei passeggeri ad essere risarciti del danno, in misura superiore al costo del biglietto ferroviario. In quali casi? Ogni qual volta si verifichi e si dimostri l'inadempimento della società secondo le norme privatistiche (articoli 1218 e 16218 del Codice civile). Ogni clausola che limiti o addirittura escluda l'azione da parte del passeggero sarebbe infatti nulla

Viene meno concezione del servizio di trasporto come servizio pubblico che giustifica l'esistenza di norme speciali che limitano gli indennizzi a bonus in natura: i danni da ritardo (almeno in giurisprudenza) sono indennizzabili ben oltre il bonus!

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