Downgrade 2011: l'Italia chiede 234 miliardi di danni alle agenzie di rating

L'Italia chiede i danni per l'incauto, secondo la Corte dei Conti, downgrade del 2011.


    AGGIORNAMENTO 12.17. Il danno erariale ipotizzato dalla Corte dei Conti per il downgrade dell'Italia del 2011 è superiore a 117 miliardi di euro (e non 234 mld) secondo quanto detto in mattinata a Reuters dal procuratore regionale del Lazio Raffaele De Dominicis: "Le agenzie di rating hanno due mesi per rispondere e poi io ho quattro mesi per decidere. Il danno erariale è di 117 miliardi e poi ci sarà una seconda partita di danni che saranno precisati". De Dominicis ha aggiunto che la cifra di risarcimento danni riportata dal Financial Times è sbagliata e che la Corte dei conti ha giurisdizione su terzi oltre che su istituzioni o impiegati pubblici se è stato leso un interesse erariale.

La Corte dei Conti italiana ha chiesto danni per 234 miliardi di euro a tre delle maggiori agenzie di rating internazionali - S&P, Moody's e Fitch -, per il downgrade del debito sovrano dell'Italia del 2011.

A dare la notizia è stato l'autorevole Financial Times, il quotidiano economico-finanziario britannico spiega che nell'atto di citazione ricevuto da Standard & Poor's la nostra magistratura contabile stigmatizzerebbe l'errore fatto dalle agenzie che non tenuto in debita considerazione:

"l'alto valore del patrimonio storico, culturale e artistico del nostro paese che universalmente riconosciuto rappresenta la base della sua forza economica".

E ora serve un congruo risarcimento. Per la Corte dei Conti non è infatti possibile abbassare il merito di credito di un Paese senza considerare la ricchezza, monetizzabile, del nostro immenso patrimonio storico-artistico e letterario; l'Italia darà maggiori dettagli sulla citazione in giudizio delle agenzie il prossimo 19 febbraio.

"L'incauto" declassamento da parte delle agenzie di rating non avrebbe avuto altro effetto che quello di peggiorare la crisi del nostro debito pubblico, obbligando soprattutto il governo succeduto al Berlusconi IV, quello di Mario Monti, ad adottare misure eccezionali.

Standard e Poor's da canto suo replica definendo "non seria e senza merito" l'azione intrapresa dalla magistratura, così come Moody's. La più piccola delle tre agenzie, Fitch, ha fatto sapere invece che collaborerà nel processo sostenendo di aver però sempre operato in modo corretto e nel rispetto delle leggi.

(Nel video: cos'è il rating e come viene assegnato)

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