ENI: utile netto 2013 di 5,2 miliardi, +24% sul 2012

L'ad Scaroni: "risultati solidi in un mercato particolarmente difficile"

L'Eni, l'ex ente nazionale idrocarburi trasformato in Spa nel 1992, ha fatto registrare nel 2013 un utile netto annuo pari a 5,2 miliardi di euro, il 24% in più rispetto all'anno precedente.

Il dividendo offerto è di 1,1 euro per azione, rispetto all'1,08 del 2012.

A comunicarlo è lo stesso Cane a sei zampe presentando i risultati dell'ultima trimestrale e il preconsuntivo del 2013. L'amministratore delegato Paolo Scaroni spiega:

"Nel 2013 Eni ha conseguito risultati solidi in un mercato particolarmente difficile La nostra divisione E&P, nonostante i problemi in Libia e in Nigeria, ha confermato la sua capacità di generare profitti elevati grazie alla leadership di costo ed agli straordinari successi esplorativi. I business mid e downstream, penalizzati dalla crisi italiana ed europea, hanno rafforzato le azioni di ristrutturazione conseguendo un rilevante miglioramento della generazione di cassa. Infine la razionalizzazione del portafoglio, resa possibile dalle nuove scoperte, ha permesso una monetizzazione anticipata di risultato e di cassa. L'effetto complessivo di quanto realizzato in un anno difficile ci ha consentito di registrare un utile netto in crescita rispetto al 2012, di pagare un dividendo generoso, di lanciare il programma di riacquisto di azioni proprie, mantenendo un indebitamento costante".

Per quest'anno Eni stima una produzione di idrocarburi "sostanzialmente in linea" con quella del 2013, considerando anche la cessione della quota nella joint venture Artic Russia per 2,2 miliardi. Riviste invece in lieve flessione sul 2013 le vendite di gas. L'outlook del market leader italiano del settore per il 2014 stima un prezzo del petrolio che dovrebbe restare "su valori sostenuti" a causa dei rischi geopolitici e dei conseguenti problemi di produzione presenti in alcuni Paesi.

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