Il Principe RA(I)nocchio (2)

disdetta canone rai Assodato che l’aumento del canone Rai corrisponde a 4,40 euro, proseguiamo la discussione su un argomento che da tempi remoti interessa tutte le famiglie italiane: infatti il “canone” fu istituito addirittura nel lontano 1938 (!), per decreto del Re Vittorio Emanuele III (R.D.L.21/02/1938), a favore dell’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche), titolare in esclusiva del servizio pubblico radiofonico italiano, acronimo trasformato in RAI nel 1944.
Una tassa veramente longeva, e a cui la RAI difficilmente rinuncerà, visto che nel 2005 il 72, 57% delle famiglie ha regolarmente pagato (vale a dire 16 milioni e 234 mila famiglie) e che,a conti fatti, rimpinguerà le casse della RAI con più di 1 miliardo e 688 milioni di euro.

E non importa se abbondano le petizioni popolari per un’eliminazione di una tassa effettivamente obsoleta, considerando l’enorme disponibilità di mezzi, strumenti e canali d’informazione.

Infatti, forse consapevole dell’inutilità di una simile richiesta (dal ’38 ad oggi si sono succeduti governi di ogni forma e colore...), l’ADUC suggerisce, se proprio non si vuol più pagare il canone, di farsi “suggellare” il televisore, inviando il seguente modulo

In effetti rinunciare al televisore non è una cattiva idea: oggi su Internet i programmi abbondano, e perlopiù gratis. Persino la RAI mantiene un archivio accessibile a tutti (anche a quelli che non pagano alcun canone, quindi), dove è possibile pescare il meglio della programmazione senza la pubblicità (rai click)

Ma, e spero che i dirigenti RAI non leggano questo post, la pacchia potrebbe presto giungere al termine. Dicevo all’inizio dell’articolo che si tratta di un argomento che, volenti o nolenti, interessa tutte le famiglie italiane,e, aggiungo, anche quelle senza televisore! Infatti, almeno teoricamente anche chi possiede un normale pc dovrebbe pagare il canone, trattandosi di uno strumento atto a ricevere il segnale tv, come recita il sito della RAI “chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi deve per legge pagare il canone di abbonamento TV”
E, a meno di un essere un hacker, sarà facile per la RAI scovare chiunque non paghi il canone, ma si connette a Internet da casa.

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