Carburanti: scatta l'aumento delle accise, prezzi su di 0,5 cent

Carburanti più cari di 0,29 centesimi al litro da domani. I Consumatori: "spremuti come i limoni". I petrolieri a Renzi: "per ogni aumento dell'accisa di 4 centesimi si perdono 35mila posti di lavoro".

Oggi 1 marzo 2014 scatta l'aumento delle accise sui carburanti, +0,24 centesimi al litro, che con l'Iva al 22% fanno 0,2928 centesimi al litro in più. L'associazione dei consumatori Codacons torna a ricordare che si tratta del:

"decimo ritocco al rialzo registrato nel nostro paese negli ultimi 5 anni. Ancora una volta gli automobilisti vengono spremuti come limoni. Ogni volta che un governo deve reperire risorse, si ricorre all'aumento delle accise, dimenticando che incrementi anche contenuti hanno effetti diretti e indiretti pesanti sul fronte dei prezzi al dettaglio, dell'energia e dell'inflazione".

Il Codacons, per bocca del suo presidente Carlo Rienzi stamattina ha rinnovato l'appello al nuovo governo perché si realizzi quanto promesso da almeno due lustri: un meccanismo che sterilizzi l'aumento dei prezzi dei carburanti evitando che la doppia tassazione accise più Iva si rifletta in una vera e propria stangata a fronte degli aumenti del prezzo del petrolio. Che sia #lavoltabuona?

Intanto secondo le stime del presidente della Figisc-Confcommercio Maurizio Micheli in seguito all'aumento dell'accisa in settimana i prezzi della benzina dovrebbero registrare un rincaro sui 0,5 centesimi al litro.

L'Italia ha già il non invidiabile primato della tassazione sulla benzina più alta d'Europa, rammenta la Cgia. Da oggi, per un prezzo medio al distributore di 1,721 euro al litro, tra accise e Iva gli automobilisti italiani dovranno pagare 1,041 euro al litro, cifra pari al 60,5% del prezzo alla colonnina.

Anche il presidente di Assopetroli Assoenergia Franco Ferrari Aggradi, dai microfoni di SkyTg24 ieri si era rivolto al premier Matteo Renzi chiedendogli di predisporre un piano quinquennale di riduzioni programmate per riportare l'accisa sui carburanti:

"quantomeno al livello della media superiore europea che calcolata ad oggi e cioè senza gli aumenti già decisi comporta una riduzione di circa 10 centesimi al litro".

Secondo i dati forniti dal presidente dei petrolieri italiani per ogni aumento dell'accisa di 4 centesimi si perdono 35mila posti di lavoro e lo 0,1% del Pil mentre per una corrispondente riduzione di prezzo, usando la leva fiscale, si incrementerebbe l'occupazione di 70mila posti di lavoro generando uno 0,2% di Pil in più.

Aumento accise benzina, Consumatori: Renzi ritiri la misura


Aumento accise  benzina  1 marzo 2014

27 febbraio 2014. Da sabato 1 marzo scatta il nuovo aumento delle accise su benzina e gasolio: 0,24 centesimi al litro, che con l'Iva al 22% fanno 0,2928 centesimi al litro in più. In soldoni, secondo i calcoli della Cgia, sono 13 euro in più all'anno per chi ha un'auto a benzina e 17 euro in più per chi ha una vettura alimentata a diesel.

Senza contare che in Italia l'80% della merce viaggia su gomma con conseguenti rincari dei prodotti a causa dei maggiori costi di trasporto.

Le associazioni dei consumatori incalzano il nuovo governo che tra le sue priorità ha proprio quella di abbassare le tasse. Il Codacons in una nota scrive a proposito dell'aumento delle accise sui carburanti:

si tratta di una misura di politica economica vecchia come il cucco, che ci aspettiamo sia annullata dal Governo Renzi

L'incremento delle accise su verde e diesel era stato deciso l'estate scorsa dal governo Letta. L'associazione prosegue:


é ora di finirla di considerare gli automobilisti come polli da spennare e cominciare a tassare nel rispetto del criterio della capacità contributiva. Insomma, più hai più paghi, non più viaggi più paghi, visto che ormai non si viaggia più per piacere ma per lavoro. Peraltro il gettito previsto per questa misura è talmente basso che certo non ne risentiranno le casse dello Stato.

E ancora:

sarebbe una bella novità se il nuovo Governo attuasse finalmente un provvedimento promesso da oltre 10 anni, un meccanismo che sterilizzi l'aumento dei prezzi dei carburanti evitando che la doppia tassazione accise + Iva si traduca in una stangata eccessiva a fronte di aumenti del petrolio.

Dello stesso avviso Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum.Questi aumenti della accise, dice

"Sono inutili per la ripresa del Paese e aumentano solo il carico di spesa delle famiglie. Servono invece misure strutturali. Al Governo Renzi chiediamo di annullare l’imminente aumento previsto per il 1° marzo, e di tagliare le accise obsolete".

Ecco l'elenco delle accise in vigore nel 2014:


    1,90 lire: Finanziamento della guerra di Etiopia del 1935
    14 lire: Finanziamento per la crisi del canale di Suez del 1956
    10 lire: Finanziamento del disastro del Vajont del 1963
    10 lire: Finanziamento dell'alluvione di Firenze del 1966
    10 lire: Finanziamento terremoto del Belice del 1968
    99 lire: Finanziamento terremoto del Friuli del 1976
    75 lire: Finanziamento terremoto dell'Irpinia del 1980
    205 lire: Finanziamento guerra del Libano del 1983
    22 lire: Finanziamento UNM IBHin Bosnia Erzegovina del 1996
    0,020 euro: Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004
    0,005 euro: Acquisto autobus ecologici nel 2005
    da 0,0071 a 0,0055 euro: Fondo unico spettacolo nel 2011
    0,04 euro: Arrivo immigrati dopo la crisi libica del 2011
    0,0089 euro: Alluvione Liguria e Toscana nel 2011
    082 euro: Decreto Salva Italia del 2011
    0,02 euro: Terremoto dell'Emilia Romagna del 2012

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