Lavoro: cresce il sommerso

Il lavoro nero torna a crescere, dopo 2 anni di calo: maglia nera a Calabria e Molise. I numeri dell'Istituto nazionale di statistica.

Il giorno dopo la diffusione dei dati sulla disoccupazione in Italia, ai massimi dal 1977, l'Istat aggiorna i dati sul lavoro sommerso che torna a salire nel 2012 con un leggero aumento sull'anno precedente, arrivando a 12,1% (dal 12,0%) della forza lavoro potenzialmente attiva.

Ieri il premier Matteo Renzi aveva definito "allucinante" il dato sui disoccupati a gennaio 2014 promettendo che il suo Jobs Act, sarà pronto nel giro di un paio di settimane, giusto in tempo per presentarsi con qualcosa in mano all'incontro che lo vedrà di fronte alla cancelliera tedesca Angela Merkel.

È chiaro che su questo punto, sul programma per rilanciare l'occupazione, si gioca molta della credibilità del nuovo governo e in primo luogo del Presidente del Consiglio.

Tornando ai dati sul lavoro nero, altra faccia della medaglia della crisi occupazionale, il fenomeno è in crescita soprattutto nelle regioni del Sud Italia.

Secondo l'aggiornamento dell'Istat sugli indicatori delle politiche di sviluppo, al top delle regioni con il più alto rapporto di unità di lavoro irregolari sul totale c'è la Calabria, con una percentuale pari al 30,9%, seguita dal Molise, con il 25%, e dalla Sardegna con il 22,9%.

A registrare le percentuali più basse di lavoro nero, che significa anche tasse evase e gettito sottratto all'erario, si collocano la provincia autonoma di Bolzano, dove il sommerso è pari al 7% del mercato, e la Lombardia dove i lavoratori irregolari sono il 7,1%.

Lavoro nero dati ispezioni 2013

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