Nulle le multe per divieto di sosta sulle strisce blu. E ora?

Lo dice il Ministero dei Trasporti in un suo parere: non c'è violazione del Codice della strada. Il Codacons: "ora almeno tutte le multe comminate dai Comuni negli ultimi 60 giorni vanno annullate d'ufficio". Pioggia di ricorsi in vista?

La notizia non è nuova ma è abbastanza clamorosa: il Ministero dei trasporti ha comunicato che le multe di divieto di sosta sulle strisce blu comminate all'automobilista che ha sforato l'orario indicato sul ticket di parcheggio sono nulle. Sì, nulle.

Perché? Dal dicastero retto da Maurizio Lupi (Ncd) chiariscono oggi con una nota che può essere chiesta solo la differenza tra i due importi, cioè tra quello per cui si è pagato e quello post sforamento, e non 25 euro di sanzione amministrativa così com'è stato fino a oggi. Sia che si ritardi di cinque minuti, cinque ore o cinque giorni. Si deve solo integrare il pagamento del parcheggio.

E ora? Per tutte le multe sulle strisce blu pagate per anni e anni e incassate dai Comuni? A quanti è capitato di sforare per pochi minuti dall'orario segnato sul ticket e di trovarsi già appiccicata sul parabrezza la contravvenzione di un solerte vigile urbano?

Secondo l'associazione dei Consumatori Codacons adesso si rende necessaria quantomeno una revoca d'ufficio delle multe degli ultimi due mesi:

"tutte le multe comminate negli ultimi 60 giorni vanno annullate d'ufficio dai comuni che le hanno emesse, eventualmente inoltrando la richiesta alle prefetture competenti per territorio. I comuni non solo possono, ma devono esercitare questo potere di autotutela, revocando d'ufficio le multe comminate, altrimenti potrebbero essere ipotizzati i reati di abuso e omissioni di atti d'ufficio. Se così non fosse è evidente che gli uffici dei giudici di pace e le prefetture sarebbero intasate da migliaia di ricorsi del Codacons".

Il Codacons mette a disposizione dei consumatori il suo indirizzo email info@codacons.it per mandare le relative segnalazioni, per chi non avesse vicine le sedi locali. Secondo l'associazione andrebbero restituiti ai cittadini tutti i soldi delle multe indebitamente percepite dalle amministrazioni comunali almeno a far data dal parere del ministero, cioè da marzo del 2010. Parere di cui però solo ora si diffonde con risalto un comunicato rivolto non solo agli addetti ai lavori come giudici di pace, avvocati, professionisti.

Già, ma vediamo di capire meglio. Nel parere espresso dagli uffici competenti del dicastero dei Trasporti “in materia di parcheggi a pagamento” si legge che:

A parere di questo Ufficio in caso di omessa corresponsione delle ulteriori somme dovute, l’ipotesi prospettate da codesto Comune, di applicare la sanzione di cui all’art. 7 comma 15 del Codice, non è giuridicamente giustificabile in quanto l’eventuale evasione tariffaria non configura violazione alle norme del Codice, bensì una inadempienza contrattuale, da perseguire secondo le procedure jure privatorum a tutela del diritto patrimoniale dell’ente proprietario o concessionario.

Insomma si tratta d'una inadempienza contrattuale, per la quale i Comuni possono pretendere solo che venga completato il pagamento del parcheggio, più le penali se ci sono, ma non comminare multe, perché il Codice della strada, per quella fattispecie, non lo prevede. Come del resto hanno già stabilito in passato anche i giudici di pace cui sono stati presentati i ricorsi degli automobilisti (come si spiega nel video-servizio di Tfn, in alto).

Per i parcheggi in cui il tempo di permanenza è espressamente limitato invece la storia cambia:

Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione.

spiega lo stesso parere ministeriale, datato 22 marzo 2010.

Boom strisce blu

Foto | Flickr

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