Renzi: "taglio l'Irpef per decreto se il parlamento frena"

Le reazioni delle forze politiche e sociali al Cdm che ha varato il maxi taglio del cuneo fiscale e il Jobs act. La Camusso: Renzi bene sul fisco, meno su lavoro e contratti.

Il giorno dopo che il Consiglio dei ministri ha stabilito il taglio dell'Irpef in busta paga per 10 milioni di italiani, quelli che prendono sotto le 1.500 euro al mese, da maggio 2014, il segretario della Cgil Susanna Camusso commenta:

"Apprezziamo quando ci sono dei risultati e continuiamo a premere affinché ce ne siano degli altri. C'è una restituzione fiscale ai lavoratori dipendenti, questa è una cosa positiva".

Intervenuta stamattina a "Radio Anch'io" a proposito dei provvedimenti varati dal governo Renzi ieri Camusso ha poi aggiunto di avere qualche perplessità sul fronte lavoro-contratti:

"Ora bisogna dare analoga soluzione anche al mondo delle pensioni, in particolare a quelle basse. Quando ci sono risultati bisogna dirlo. Poi invece siamo molto più perplessi, anche se aspettiamo i testi per poterli valutare, sulle questioni del mondo del mercato del lavoro. L'idea del contratto a termine prolungato e senza causale e le modalità di semplificazione dell'apprendistato non vadano nella direzione delle maggiori tutele che pure il presidente del consiglio aveva annunciato".

Matteo Renzi invece stamattina parla al Corriere della Sera:

"Io sono contento. È un'operazione importante. Finalmente dal primo maggio qualcosa in questo nostro Paese cambia davvero. E se non si fa in tempo, il decreto per tagliare l'Irpef lo faccio, eccome".

Il presidente del Consiglio mette in guardia detrattori e critici magari convinti di cambiare durante l'iter alle Camere tempi e contenuti degli annunci fatti ieri sul taglio del cuneo fiscale, con tanto di slides e cartelloni in stile promozionale.

"Se il Parlamento frena, l'1 maggio taglio Irpef per decreto. (...) I lavoratori dipendenti aspettano da dieci anni: possono attendere ancora dieci giorni. Se poi vedrò che il Parlamento non regge il ritmo e l'approvazione del Def dovesse slittare, interverrò per decreto, pur di rispettare la scadenza del primo maggio".

Perché allora non varare il decreto già ieri?


"Chi dice questo non ha capito nulla. Io mi sono impegnato a mettere entro il primo maggio dieci miliardi di euro nelle buste-paga dei dieci milioni di italiani che guadagnano meno di 25 mila euro l'anno. E lo farò. Se vediamo che i tempi slittano, non esiterò un attimo a farlo davvero, il decreto legge. Mi sono impegnato sul primo maggio. E primo maggio sarà".

Poi il premier rassicura sulla tenuta dei conti pubblici, l'Italia, dice, non sforerà i parametri Ue:

"Se dimostreremo che sappiamo fare le riforme, allora potremo andare in Europa a chiedere di poter spendere di più. Fino ad allora il 3 per cento non si tocca"

Dalle opposizioni Forza Italia parla solo di "slides e figurine", di un Renzi che copia "provvedimenti non suoi" mentre dal partito di Grillo parlano di un piano tutta "fuffa" senza coperture certe per il taglio delle tasse e di norme sui contratti che non creeranno nessun nuovo posto di lavoro.

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