L'inflazione rallenta a febbraio

L’indice dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, diminuisce a febbraio in Italia dello 0,1% sul mese precedente aumentando dello 0,5% rispetto a febbraio 2013, dal +0,7% a gennaio.

L'Istat con i dati diffusi oggi conferma così le stime provvisorie: il rallentamento dell’inflazione è ascrivibile soprattutto all'andamento dei prezzi delle componenti più volatili, beni energetici e alimentari freschi, esclusi i quali l’inflazione di fondo resta stabile all’1%.

Il leggero calo mensile dell'indice generale è imputabile alla flessione dei prezzi di prodotti influenzati da fattori stagionali - i vegetali freschi (-4,4%) e la frutta fresca (-0,7%) - dai prezzi dei beni energetici non regolamentati (-0,9%) e dal calo congiunturale dei prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni (-0,7%).

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono in flessione a febbraio dello 0,2% su base congiunturale ma crescono dello 1% sull'anno (dall'1,3% di gennaio). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto calano dello 0,2% rispetto a gennaio salendo dello 0,6% rispetto a febbraio 2013 (in calo dall'1,2% di gennaio).

Secondo l'istituto statistico nazionale l'inflazione acquisita per il 2014 in Italia scende allo 0,1% dallo 0,2% di gennaio.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo nell'Unione Europea invece è calato a febbraio dello 0,3% su base mensile crescendo dello 0,4% su base tendenziale, in contrazione dello 0,2% su gennaio 2014 (+0,6%), e contro una stima dello 0,5%.

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