Unione bancaria: c'è l'accordo

Il fondo unico Ue per la risoluzione delle crisi bancarie andrà a regime entro otto anni.

L'Unione bancaria del Vecchio continente è a un passo. Il Consiglio europeo e il Parlamento dell'Ue hanno raggiunto l'accordo sulla risoluzione bancaria e il fondo salva-banche, cioè sul meccanismo che deve evitare che le crisi o il fallimento degli istituti di credito dell'eurozona pesino sull'economia dell'area. L'intesa stabilisce, in questi casi, l'aumento degli oneri finanziari a carico delle banche, cioè delle dirette responsabili dei fallimenti, e non su contribuenti e correntisti.

L'intesa che ha messo d'accordo gli Stati membri è stata raggiunta dopo una notte di trattative. L'accordo politico, spiega Corien Wortmann-Kool, seduta al tavolo dei negoziati in rappresentanza dell'Europarlamento:

"è un risultato molto buono per ripristinare la fiducia nelle banche europee".

Con le nuove regole i casi di banche a rischio fallimento saranno gestiti in "un week-end", ha aggiunto Wortmann-Kool, riducendo al massimo le turbolenze sui mercati e quindi l'instabilità finanziaria dell'Unione europea.

Il via libera definitivo all'intesa raggiunta tra i leader politici degli Stati membri e Parlamento Ue sarà votata dall'aula di Strasburgo nella sessione plenaria di aprile (dal 14 al 17), prima delle elezioni europee del prossimo mese di maggio.

Più in dettaglio il fondo unico di soluzione delle crisi bancarie sarà costituito entro 8 anni però il 70% delle risorse complessive verra immesso già nei primi 3. A regime il fondo avrà risorse pari a 55 miliardi che saranno versati dai fondi di risoluzione nazionali a mezzo di contributi versati dalle banche commerciali.

"La mutualizzazione sarà molto veloce e questo risponde a una delle nostre richieste"

commenta soddisfatta Elisa Ferreiri, relatrice nella Commissione problemi economici del Parlamento europeo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail