Il Bancomat del Farmaco: una rivoluzione in pillole

Pillole Torna alla ribalta, sfortunatamente sulle funeste pagine di cronaca, la tanto chiacchierata pillola blu:

"E' morto per aver ingerito una dose eccessiva di Viagra. Un uomo, F.C., di 49 anni, è spirato in casa della compagna dopo aver ingerito una dose eccessiva di Viagra, in via Casal del Marmo. Inutile il soccorso di un'ambulanza del 118, chiamata dalla donna, che lo ha trasportato all'ospedale S. Filippo Neri: l'uomo vi e' giunto ormai privo di vita".


Una questione quella del Viagra che continua a suscitare polemiche, indubbi comunque i risultati del farmaco, portentoso nell'82% dei casi. La raccomandazione arriva sollecita dal presidente degli urologi italiani:

"Il Viagra, così come le sue alternative che sono il Cialis e il Levitra, sono dei farmaci e vanno utilizzati esclusivamente dietro prescrizione medica. Hanno una straordinaria capacità di successo terapeutico, appunto in oltre l'80% dei casi, ma deve essere il medico, dopo i dovuti controlli, a prescriverne l'uso".

Ad incrementare paure e polemiche la nuova sperimentazione sul Bancomat del Farmaco il"Pharmaclick" messo a punto dall'azienda torinese "Phromo". Si tratta di un macchinario elettronico, basato sulla logica del bancomat dove al posto del tesserino bancario si utilizzerà la tessera sanitaria magnetica per avere una consulenza da personale qualificato via video 24 ore su 24. Il meccanismo è molto semplice, il pagamento e la consegna immediati, ma ciò che lascia perplessi è la non obbligatorietà della ricetta per determinati farmaci.
Parte di un'iniziativa sperimentale Europea (E-Ten) il progetto verrà finanziato per 18 mesi per un valore complessivo 1,5 milioni di Euro a partire da quest'anno appena ci sarà il via libera delle Regioni. Comune "pilota" per la sperimentazione sarà San Benigno Canavese, il cui sindaco sembra aver già concesso il nulla osta.

La sperimentazione, non propriamente conforme alla legislazione italiana in merito alla distribuzione dei farmaci, verrà applicata in cinque comuni del Piemonte e altrettanti dell'Abruzzo. Il progetto riguarda anche l'aeroporto di Fiumicino e tre piccoli comuni di Inghilterra, Ungheria e Malta.
Sebbene per i medici e i farmacisti italiani sia illegale la consultazione e emissione di ricette a distanza, è pur vero che ben 1.700 comuni sono attualmente sprovvisti di una farmacia e per gli abitanti di ulteriori 4.000 comuni si rende indispensabile l'utilizzo della macchina per raggiungere la farmacia più vicina.

E nel paese degli ultra 80enni (risultiamo al primo posto nelle classifiche mondiali della Commissione Europea) ci si dovrà pur organizzare per poter somministrare le cure a tutti..ed ecco che dal cappello magico delle amministrazioni locali esce la tecnologia come panacea universale.
D'altro canto non siamo le prime cavie di questo sistema automatizzato, in Giappone infatti i negozi di prodotti di bellezza (in genere anche farmacie ed eboristerie) sono infatti muniti di sistemi di videconferenza Ginganet tramite i quali il paziente si può collegare con un farmacista o un dottore.

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