Padoan: la spending review non riguarderà le pensioni

Il ministro dell'Economia intervistato da Repubblica: "Voglio una crescita che sia ricca di lavoro, di nuova e buona occupazione".

La scure della spending review non si abbatterà sulle pensioni. Parola del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che in una intervista a la Repubblica stamattina spiega:

"No. Su questo punto il presidente del Consiglio si è già espresso. E non c'è altro da aggiungere"

Ieri sui tagli della spending review si era alzata forte la voce di Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica ha detto che non si deve andare nella direzione di tagli immotivati e in molti per la verità hanno pensato più che l'inquilino del Quirinale si riferisse agli F35 che ai pensionati o ad altro.

Un monito pronunciato poche ore prima dell'arrivo di Barack Obama a Roma in visita ufficiale.

Tornando all'intervista di Padoan, il ministro ha aggiunto che:

"sul tavolo non ci sono tagli lineari, come nel passato. La revisione della spesa non è un elenco di misure spezzatino, ma un quadro organico di risparmi. L'operazione funziona se lo sforzo è ben distribuito. Ed è significativo, e perfino simbolico, che il presidente del Consiglio abbia spostato a Palazzo Chigi la funzione della Spending Review".

Per il disegno di legge sui debiti della pubblica amministrazione invece nessun accantonamento:

"con il provvedimento a cui stiamo lavo rando puntiamo a mettere in piedi meccanismi che accelerano il pagamento dei debiti pregressi, e a costruire un sistema per evitare che in futuro si riproducano questi ritardi. Valuteremo il tutto all'interno del Def. Ma voglio smentire che abbiamo accantonato il ddl. Non è così".

Il titolare di Via XX settembre, sede del Mef, ha poi rassicurato sull'obiettivo primario del governo che è quello di una crescita più forte dell'economia in grado di rilanciare anche occupazione e consumi. Il governo metterà in campo tutte le misure che saprà individuare nella piena fedeltà ai patti e, ai vincoli, europei.

"Voglio un'Italia che cresca di più e in modo sostenibile. Una crescita che sia molto più alta di quella che abbiamo conosciuto negli anni che hanno preceduto la grande crisi. E soprattutto voglio una crescita che sia ricca di lavoro, di nuova e buona occupazione, in un Paese che sia finalmente in grado di far funzionare l'economia e lo Stato in modo di gran lunga più semplice rispetto al passato".

E non solo perché ce lo chiede l'Europa, ha concluso il ministro.

Pier Carlo Padoan

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