Gli stipendi pubblici che il governo Renzi non può tagliare

Tempi duri con la spending review. Ma non per tutti.

La spending review messa in campo dal governo Renzi e dal commissario Cottarelli ha tra i suoi punti fondamentali - anche da un punto di vista simbolico - il taglio degli stipendi ai manager pubblici, che non dovranno più superare quanto percepito dal presidente della Repubblica, e cioè 238mila euro l'anno. Una misura che sta creando non poche polemiche, ma che gode di ampio consenso popolare. E però ci sono alcuni "dipendenti" dello stato, non classificabili come manager, per cui questo taglio non si può mettere in pratica e che guadagnano molto di più del Capo dello Stato.

Di chi si tratta? Di alti magistrati, di giudici contabili e amministrativi, che secondo quanto raccontato dalla Stampa, non possono in alcun modo vedere ritoccati i loro emolumenti in seguito alla spending review. Ma qual è la ragione? Il fatto è che questi stipendi sono stati fissati da una legge costituzionale del 1953, che venne rivista e ammorbidita dal governo Berlusconi nel 2002, che alzò i compensi (per approfondire, potete trovare l'intera legge qui). In linea teorica lo stipendio di queste persone non può superare i 303mila euro lordi l'anno, ma poi si aggiungono maggiorazioni di prassi, diaria, bonus fiscali e quant'altro. Con il risultato che lo stipendio sale di parecchio anche considerando il tetto stabilito dalla legge costituzionale. Per rivedere questi stipendi non bastano le norme della spending review, ci vorrebbe una legge costituzionale e dunque, di fatto, una iniziativa del governo di cui per il momento non c'è traccia.

Vediamo qualcuno di questi stipendi: il presidente della Corte Costituzionale, Gaetano Silvestri, ha diritto ai 300mila euro, maggiorati del 50% e aumentato poi di un altro 20% a titolo di indennità di rappresentanza. Il totale fa 545.900 euro. Si passa poi al segretario generale della Camera, Ugo Zampetti, che riceve 470mila euro l'anno, poi il segretario generale del Senato, Elisabetta Serafin, che percepisce 427mila euro l'anno, e anche per parecchi altri alti funzionari arrivano a stipendi che superano di gran lungo quel tetto già così elevato, in sette prendono 375mila euro.

Si arriva poi all'Avvocatura dello Stato, in cui la media degli stipendi dei 349 membri è di 274mila euro (quindi sotto il tetto), ma il capo, l'avvocato generale Michele Giuseppe Di Pace prende 313mila euro. Il Capo della Corte dei Conti Raffaele Squitieri arriva a 311mila euro, come il procuratore generale. Poco sotto troviamo il Procuratore aggiunto, Salvatore Nottola, a 301mila euro. Nel Consiglio di Stato gli stipendi sono questi: Giorgio Giovannini, presidente,ha percepito 291mila euro, il segretario generale Giustizia, Oberdan Forlenza, 247mila, e due dei sei magistrati del suo ufficio, Anna Leoni e Dante D'Alessio prendono rispettivamente 281mila e 240mila.

Italian Supreme Court To Rule On Berlusconi Tax Fraud Case

  • shares
  • Mail