Contributo di solidarietà sui super stipendi del settore privato?

Fonti governative qualificate giudicano "altamente probabile" il taglio anche per manager e dirigenti privati.

Un contributo di solidarietà da prelevare dai mega stipendi dei dipendenti privati e non solo pubblici? Il governo Renzi per fare cassa, servono quasi 7 miliardi per tagliare l'Irpef a 10 milioni di lavoratori, non intende fare differenza tra settore pubblico e privato?

Dell'indiscrezione, tutta da verificare, parla stamattina Italia Oggi. Coerentemente, con il suo enunciato - "è ora di dare a chi ha pagato di più per la crisi" - il premier starebbe pensando di tagliare non solo le alte retribuzioni di dirigenti di enti pubblici, ministeri, agenzie fiscali, territoriali, regioni e quant'altro rientra nel comparto pubblico.

La sforbiciata riguarderebbe anche i super stipendi dei lavoratori privati, per le citate ragioni di equità e giustizia sociale ma soprattutto per reperire le risorse che servono a tagliare il cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti che prendono fino a 1.500 euro al mese, le famose 80 euro in più che da maggio devono finire in busta paga. Segno che le coperture non sono poi così certe, nonostante la sicurezza ostentata dal presidente del consiglio.

Quella che Italia Oggi definisce l’amara sorpresa potrebbe essere contenuta in un apposito decreto legge da varare nel prossimo consiglio dei ministri, quello di venerdì. Decreto in cui dovrebbero essere chiariti uan volta per tutte tempi e modalità dell'operazione 80 euro in più.

Dai ministri del governo bocche cucite, e nessuna anticipazione sulle eventuali soglie di prelievo, ma fonti qualificate dell'esecutivo, sotto anonimato, hanno fatto sapere che è "altamente probabile" che i sacrifici non siano chiesti solo ai circa 300 mila dirigenti statali, anche perché così si avrebbero maggiori possibilità di superare l'esame di legittimità costituzionale della Consulta.

Piazza Colonna veduta Palazzo Chigi

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