Retribuzioni ferme a marzo, +1,4% sull'anno

I dati Istat. Il modesto aumento su base tendenziale è del tutto compensato dalla bassa dinamica dell'inflazione.

Le retribuzioni contrattuali orarie rimangono al palo su base mensile a marzo 2014, dopo l’impercettibile aumento registrato nel precedente mese di febbraio (+0,1%).

A rilevarlo è l'Istat che spiega come su base tendenziale (sui 12 mesi) l'incremento sia stato per il terzo mese consecutivo pari all'1,4%. Incremento che, già piuttosto modesto, è del tutto compensato dalla bassa dinamica dell'inflazione.

Il mese scorso l’indice dei prezzi al consumo ha fatto registrare un aumento su base congiunturale dello 0,1%, per un tasso annuo che si attesta a +0,4%, ai minimi da ottobre del 2009.

L’Istat rileva ancora che a marzo la quota dei lavoratori dipendenti che in Italia attende ancora il rinnovo contrattuale è pari al 61,9% nel totale dell'economia e uguale al 50,7% nel settore privato.

In tutto i contratti in attesa di rinnovo al 31 marzo 2014 sono 46, 15 di quali relativi alla pubblica amministrazione, e riguardano circa 8 milioni di dipendenti, di cui 2,9 milioni di statali.

Sono invece in vigore alla stessa data, 29 contratti che disciplinano il trattamento di 4,9 milioni di lavoratori dipendenti, pari al 37,3% del monte retributivo totale.

(Nel video in alto: Retribuzioni sotto l'inflazione - marzo 2013)

retribuzioni Italia  marzo 2014

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