Scandalosamente RAI...Web TV salvaci tu!

RAIot Non abbandona la corrente di scandali che alimenta ormai da mesi le polemiche sul nuovo contratto di servizio, la nostra bene amata televisione nazionale. Un testo assolutamente non conforme alla versione ufficiale resa pubblica sui siti governativi è stata presentata alla Commissione parlamentare di vigilanza RAI. Piccole modifiche sintattiche aprono una breccia a grossi interessi di lobby inquinando un testo di programmazione coerente e dalla portata innovativa con logiche commerciali di parte e meccanismi truffaldini, fortemente lesivi dei diritti dei consumatori.

Programmazione in simulcast

Se nella prima versione del testo disciplinare la RAI si impegnava incondizionatamente a garantire "l'accesso all'intera programmazione RAI (...) in forma non codificata", ossia a fornire la programmazione delle tre reti generaliste anche su piattaforma satellitare non criptata, nel "remake" l'impegno si limita ad una "verifica di possibili modalità tecniche". Considerando che la maggior parte del paese ricorre ancora al satellite per guardare la TV, criptate le trasmissioni in prima serata non rimarrà ai poveri telespettatori che rivolgersi all'accanita concorrenza Sky, guarda a caso con servizi a pagamento!

Programmazione sociale

Danneggiati anche i disabili per i quali era stato previsto in origine un telegiornale al giorno condotto nella lingua dei segni (Lis) su ciascuna delle reti generaliste. Con abile reticenza sintattica scompaiono le parole "ogni giorno" e l'entrata in vigore del servizio viene posticipata di 18 mesi.
Come denuncia Adiconsum, il rimaneggiamento del testo non è una svista casuale, infatti:

"Le offerte specifiche per i disabili vedono passare l'incremento del volume dal 20% al 10%. I programmi di audio descrizione (programmi radio per non vedenti) vengono relegati alle onde medie. Soprattutto, sparisce l'obbligo di "adattare il proprio portale Internet ai parametri di accessibilità indicati dalla legge 9 gennaio 2004, n. 4 e successive integrazioni".

Comitato di sorveglianza sulla qualità

Il comitato scientifico deputato al controllo della qualità delle trasmissioni e alla valutazione della corporate reputation, inizialmente composto sulla carta da sette membri, di cui tre designati dalla Rai (40%) viene ridimensionato a 6....e magicamente i conti tornano in casa RAI con il 50% del controllo!

Senza menzionare la retrocessione tecnologica: abolite le voci relative a Creatice Commons e libertà di download sui contenuti RAI da piattaforma digitale, spariscono gli obblighi di usability minimi imposti dal W3c per il Web e l'aggiornamento online continuo e tempestivo sui contenuti TV.

Se Adiconsum inizia una battaglia giustizialista alla ricerca dello scalpo RAI, noi ci limitiamo a consigliare una valida alternativa tecnologica, al momento solo in versione beta ma presto pubblica e operativa: la TV online si Skype.
Si chiama Joost e nasce dalle ceneri del più conosciuto Venice Project con cui Skype e Kazaa approdano sul pianeta peer-to peer.
Si tratta in breve di una televisione online interamente on demand sul modello del media center You tube, in totale assenza però di sistema centralizzato e di un server di appoggio. Questo, unitamente alla possibilità di inserire banner pubblicitari, dovrebbe permettere di azzerare i costi tecnologici.
Provare per credere...

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