Altoforno Lucchini, firmato l'accordo

Il presidente della Toscana Rossi: "Accordo anche grazie al Papa"

24 aprile. Siglata a Palazzo Chigi l'intesa per salvare la Lucchini e il lavoro dei 2.000 operai dell'acciaieria. Per il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, l'accordo è una tappa fondamentale per lavoratori e cittadini di Piombino. Il Presidente della Toscana Rossi, che ha ringraziato Papa Francesco per il suo intervento dell'altro giorno, ha spiegato che l'obiettivo è di tornare a produrre acciaio in due o tre anni. "Oggi chiude una lunga e gloriosa storia industriale, vogliamo aprirne una nuova. Vogliamo continuare a fare i binari più lunghi d'Europa".

L'accordo prevede lo stanziamento di 250 milioni di euro per la riqualificazione e la riconversione del polo industriale. L’accordo è stato sottoscritto dalla presidenza del Consiglio, dal ministero dello Sviluppo economico e da altri ministeri competenti su aspetti legati al rilancio del gruppo: Difesa, Infrastrutture e trasporti, Ambiente, Lavoro.

Chiude l'Altoforno Lucchini


Un altro grande polo siderurgico non regge la crisi e si avvia alla chiusura: si tratta dell'Altoforno Lucchini di Piombino, in Toscana, uno dei più grandi impianti italiani che verrà definitivamente spento questo mercoledì. In realtà la data di chiusura era fissata già per il 18 scorso, ma lo stop di venerdì e la decisione di centellinare le materie prime hanno permesso di tirare avanti ancora qualche giorno, dopodiché si passerà alla produzione in bianco, con il solo scopo di tenere l'altoforno in stand by (ma non completamente spento) fino al 30 maggio.

In questa data infatti scadrà la procedura per l’acquisizione del gruppo Lucchini, se l'altoforno sarà ancora in vita, anche con la produzione "in bianco", sarà più facile riprendere il lavoro per chi arriverà alla guida dell'impianto. Come spiega un operaio: "Almeno non gli facciamo trovare l'impianto morto". O si riaccende subito, insomma, oppure l'altoforno non ripartirà più. Tenerlo acceso significa coltivare ancora delle piccole speranze per continuare con il ciclo integrato per la produzione dell’acciaio per un periodo indefinito.

Sono 1.400 i lavoratori al centro delle vertenze sindacali, quelli dell'altoforno e quelli che vivono grazie all'indotto. Per i primi ci saranno i contratti di solidarietà per un anno, per i secondi la cassa integrazione in deroga; ammortizzatori che si trovano nell'accordo per la riconversione del polo. Ma quale riconversione? La speranza si chiama Jsw, una società indiana che punta a realizzare un forno elettrico se davvero dovesse decidere per l'acquisto, i dirigenti indiani potrebbero arrivare a Piombino anche nei prossimi giorni per visitare la Lucchini, mentre restano in programma le visite dell’assessore regionale al Lavoro Gianfranco Simoncini (oggi) e del governatore Enrico Rossi (il Primo maggio).

Acciaierie_di_Piombino_-_Deltasider_panorama

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