Trattativa Alitalia-Etihad in stallo

Alitalia spiega che i conti del primo semestre del 2014 sono "in miglioramento". Ma intanto Etihad impone condizioni sempre più stringenti su rotte ed esuberi.

La trattativa per l'ingresso di Etihad nel capitale di Alitalia stenta a decollare. Il percorso finalizzato alla partnership industriale con la compagnia degli Emirati arabi si conferma tutto in salita dopo la riunione di ieri del cda di Alitalia.

I nodi più critici riguardano i debiti dell'ex compagnia di bandiera, debiti che Etihad non è disposta ad accollarsi in toto, e gli esuberi. Alla fine del Cda Alitalia ha diffuso una nota in cui spiega che i conti del primo semestre del 2014:

"sono in miglioramento rispetto al 2013 ed in linea con le previsioni del piano".

Di più dall'incontro di ieri non è uscito. La riunione si è conclusa con un nulla di fatto per la trattativa iniziata da tre mesi con Etihad e che appare ora sempre più in fase di stallo. L'amministratore delegato dell'ex compagnia do bandiera Gabriele Del Torchio non ha fatto nessun accenno nemmeno alla famosa lettera d'intenti che si aspetta dal vettore arabo ormai da una settimana.

Le indiscrezioni di stampa parlano di una Etihad che è disposta a investire in Alitalia solo se la compagnia italiana accetterà i quasi 3.000 esuberi, la ristrutturazione del debito con le banche (400 milioni), e il sostanziale disimpegno dello scalo di Malpensa. La diminuzione del personale per almeno 1.000 unità dovrà essere senza soluzioni di solidarietà o cassa integrazione a rotazione.

Su infrastrutture e rotte si gioca un'altra partita importante. Il manager di Etihad che si sta occupando della trattativa dice:

"Vi sembra normale che con tutta la presenza italiana in Australia, non vi sia un volo diretto da Roma a Sidney?”.

Etihad vuole tagliare i voli a corto e medio raggio che non reggono la concorrenza con l’alta velocità e le compagnie low cost, liberalizzare Linate e ridimensionare Malpensa:

“Guardi, l’aeroporto di Varese non potrà mai essere l’hub passeggeri che qualcuno immaginava. Malpensa potrà diventare il grande aeroporto merci italiano, questo si. Abbiamo studiato a lungo il tema Malpensa, non esiste una soluzione, a meno che non si decida di chiudere Linate, Verona, Bergamo, Torino, Venezia. Il nord Italia ha aeroporti importanti, ognuno con una sua mission. Malpensa, come hub passeggeri, non può avere futuro”.

Il vettore arabo preme anche affinché il governo italiano intervenga per servire Fiumicino con l’alta velocità, diminuendo i voli low cost sul territorio nazionale.

Accordo Alitalia-Etihad

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