Crisi economica, per Confcommercio-Censis l'80% delle famiglie non spende

Analisi di Confcommercio e Censis sul primo trimestre 2014: l'Italia continua ad arrancare

Con più di 3.600 fallimenti di imprese nei primi tre mesi del 2014 e con l'80% delle famiglie che dichiarano di vivere "una situazione di precarietà e instabilità" la crisi economica continua a mostrare i muscoli nel gravoso e lungo braccio di ferro con l'economia italiana.

Secondo quanto emerso dall'analisi di Confcommercio e Censis sui dati economici del primo trimestre dell'anno 2014 infatti la situazione generale non sembra migliorare in alcun modo: i dati sugli imprenditori che mettono fine alla propria attività fanno registrare un +22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e solo una famiglia su cinque dice di ritenersi in una situazione generale di solidità economica.

Natale-2013

I dati di Unioncamere non sono confortanti: l'allarme sulle imprese fallite nel primo trimestre 2014 fa la coppia con l'aumento delle procedure di concordato, arrivate a 577 nel primo trimestre (+34,7%): l’aumento riguarda sia le società di capitali (+22,6%), che le società di persone (+23,5%) e le imprese individuali (+25%).

Abruzzo, Liguria, Puglia, Umbria e Marche sono le regioni dove maggiormente si registrano più procedure di concordato per le imprese, mentre in calo figurano le procedure di concordato o fallimentari per le società nate da consorzi.

Sul fronte delle famiglie, l'ottimismo che si registra fa i conti con la realtà dei fatti:

"Il protrarsi della crisi, la mancanza di lavoro, il peso delle tasse continuano ad alimentare lo stato di forte difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che, rispetto alla propria situazione economica e alla propria capacità di spesa, avvertono nella maggior parte dei casi - quasi l’80% - una sensazione di precarietà e instabilità."

si legge nel rapporto Unioncamere: il 17% del campione definisce la condizione economica e la capacità di spesa della sua famiglia ad alto rischio, il 21% difficile, perché c'è il timore di non farcela; per il 41% la situazione è precaria e per il 21% solida. Il miglioramento del clima generale di fiducia, spiega Confcommercio, potrebbe essere diretta derivazione del governo Renzi, sul quale gli italiani sembrano affidare i destini dei loro interessi economici.

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