Demolizione Costa Concordia, Assoporti: "assurdo smantellarla a Smirne"

È l'assicurazione della Costa a decidere dove la nave andrà smantellata: Smirne è in pole position, permetterebbe di risparmiare 50 mln rispetto a Genova.

Entro il 15 maggio gli armatori della Costa Crociere, gruppo Carnival, dovranno scegliere dove smantellare la Costa Concordia, da due anni di fronte all’Isola del Giglio dopo la tragedia del naufragio avvenuto la sera del 13 gennaio 2012 che ha causato 32 morti e oltre 100 feriti.

Nelle ultime ore si parla con insistenza del porto di Smirne in Turchia che permetterebbe di risparmiare un bel po’ di soldi rispetto a uno smantellamento nel porto di Genova, dove ci vorrebbero 100 milioni di dollari contro i 40 di quello turco.

La scelta finale spetta a Costa Crociere e per i porti italiani sembra allontanarsi l’opportunità di lavoro che la demolizione della nave rappresenta.

Oggi in merito è intervenuto Pasqualino Monti, presidente di Assoporti:

"Ci sono diversi porti in Italia che possono ospitare le operazioni di smantellamento della Costa Concordia".

A “Prima di tutto” su Rai Radio1 Monti ha spiegato:

"È chiaro che è necessaria la volontà della compagnia di far restare la nave nel territorio italiano. Ribadisco che vista l'offerta ampia del nostro settore portuale, sarebbe davvero assurdo mandare la nave in un porto non italiano. Ribadiamo: è l'assicurazione a decidere dove portare la nave, quindi è una questione evidentemente di natura economica, anche se non dobbiamo dimenticare che questo incidente ha provocato, oltre alle tante vittime, un danno ambientale non irrillevante nel nostro Paese".

Secondo il presidente dell’associazione dei porti italiani:

"è vero quello che ha detto Gabrielli, il responsabile della Protezione Civile: il porto di Smirne, in Turchia è quello che costa meno, 40 milioni, ma bisogna anche capire come operare lo smantellamento. Parliamo di una vera e propria bomba ambientale pertanto va smaltita e smantellata seguendo tutte le direttive della Comunità europea in materia di smaltimento di rifiuti. Ci sono state due offerte di porti italiani, Genova e Civitavecchia, che prevederebbero costi più alti. Il problema è conciliare la possibilità di far effettuare in Italia quest'operazione, con un contenimento dei costi che soddisfi l'armatore, ma anche valutando il diverso impatto ambientale".

Dal canto suo il ministro dell'ambiente Gianluca Galletti ha potuto porre un solo paletto e cioè che la rimozione avvenga in condizione di massima sicurezza ambientale; che lo smantellamento sia effettuato in Italia rimane un auspicio.

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