Alitalia, ipotesi bad company per debiti ed esuberi

Sarebbe già stato programmato un aumento di capitale da 760 mln di euro.

Lunedì l’ad di Alitalia Gabriele Del Torchio e il presidente Roberto Colaninno saranno ad Abu Dhabi per vedere di stringere i termini dell’intesa per l’ingresso di Etihad nel capitale del vettore italiano. La compagnia degli Emirati Arabi ha chiesto garanzie precise sulla ristrutturazione del debito e sugli esuberi (3mila) nell’incontro tenutosi ieri a Milano tra le banche e gli altri soci industriali di Alitalia.

Al tavolo, a cui erano presenti anche i sindacati, sarebbe stata avanzata l’ipotesi di creazione di una nuova società posseduta al 51% da Cai (Compagnia aerea italiana) e al 49% da Etihad. La prima sarebbe una bad company nella quale far confluire almeno in parte debiti ed esuberi mentre nella seconda verrebbero concentrate tutte le attività sane.

Prima del nuovo incontro tra i vertici di Alitalia e il l’amministratore delegato di Etihad James Hogan, Del Torchio tornerà a incontrare le banche, ovvero i finanziatori e gli azionisti dell’ex compagnia di bandiera che devono convertire in azioni almeno 400 milioni di euro di debiti su un miliardo totale di esposizione.

Soprattutto di questo si è parlato nell’incontro di ieri con i rappresentanti di Poste, Atlantia, Unicredit, Intesa SanPaolo, Mps e Popolare di Sondrio.

Secondo quanto scrive Il Messaggero per la newco in via di formazione sarebbe già stato programmato un aumento di capitale da 760 mln di euro, sostenuto da Etihad per 560 milioni di euro e dai soci italiani per gli altri 200 milioni in modo da fronteggiare pure le maggiori perdite previste per il 2014.

Nella bad company, schema già utilizzato in Alitalia, confluiranno la maggioranza dei debiti bancari, buona parte degli esuberi, i rischi finanziari legati ai contenziosi legali e fiscali.

esuberi ALITALIA 3000

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail