Padoan a Che Tempo Che Fa: “in Italia c’è voglia di cambiamento, usciremo dalla crisi”

Il ministro dell'Economia a Che Tempo Che Fa: “siamo in una fase di transizione che può portarci a una grande crescita”.

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Il ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan è stato ospite stasera di Che Tempo Che Fa su RaiTre e ha risposto alle domande del padrone di casa Fabio Fazio cercando di fare un po’ di chiarezza sull’attuale situazione del nostro Paese, sulle riforme in corso e su quello che ci sarà nel futuro dell’Italia.

Il primo argomento ad essere affrontato è stato il problema del lavoro, a pochi giorni dal Primo Maggio. In Italia il 42,7% dei giovani è senza lavoro. Cosa si può fare?

E’ un dramma italiano ed europeo. La disoccupazione è conseguenza di due fattori: la grande crisi e il fatto che col tempo si sono incrostate delle barriere che permettono a tutti di accedere al lavoro. Dobbiamo far uscire l’economia dalla recessione e rendere interessante per le imprese tenere al lavoro la gente assunta.

La spending review continua a far discutere e il conduttore chiede se questi tagli non rischiano di togliere anche dei posti di lavoro. Padoan risponde secco:

Bisogna liberare risorse per fare altre cose. Liberare risorse per dare ai cittadini un taglio permanente delle tasse.

Bisogna anche distinguere, dice Padoan, del diritto di aver voglia di lavorare. Non si tratta soltanto di occupazione, occorre fare una distinzione tra la protezione dell’individuo e la protezione del posto di lavoro. Anche sul tema delle pensioni la risposta è breve e concisa: in Italia, spiega il Ministro, abbiamo uno dei sistemi pensionistici più sostenibili dell’Europa, quindi di riformarlo non se ne parla.

Fazio arriva ben presto ai famosi 80 euro che 11 milioni di italiani riceveranno a breve in busta paga, un bonus permanente e, sottolinea il ministro, netto. Per il momento questi 80 euro non saranno destinati anche gli incapienti, ma si sta già studiando qualcosa anche per loro.

Il taglio delle imposte per le famiglie e per le imprese è permanente. Le misure saranno in caso rafforzate. I tagli permanenti di imposte saranno finanziati da tagli permanenti di spesa. I dubbi del Senato li stiamo valutando, li ho visti in dettaglio e mi sembrano non molto solidi: le coperture ci sono. Il nostro atteggiamento è estremamente conservativo. Io credo nel meccanismo virtuoso: più crescita, più risorse, più fiducia.

Le ultime statistiche sul nostro Paese sono discordanti, da un lato c’è l’Istat che dice che la fiducia dei consumatori è ai massimi livelli dal 2010, dall’altro c’è il calo dei consumi nel mese di marzo e gli ultimi dati diffusi dal Censis parlano chiaro:

Questi dati così diversi mi dicono che siamo in una fase di transizione che può portarci a una grande crescita. Sarà la politica economica a fare la differenza. Se sarà efficace, il bivio non sarà un problema e sceglieremo la strada giusta, non quella per vivacchiare. L’Italia ha una strategia complessiva di crescita per il bilancio.

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Aiuteranno molto, spiega il Ministro Padoan, le privatizzazioni, che da un lato serviranno ad abbattere il debito e dall’altro a mettere in contatto importante imprese italiane - come Enav e Poste - col mercato. Poi è in programma anche la vendita di palazzi del patrimonio immobiliare dello Stato. Questa volta, contrariamente a quanto accaduto coi precedenti Governi, ce la faremo:

Abbiamo una marcia in più, impone a tutti noi di trovare soluzioni valide e dalla valenza politica. Se stavolta non si fanno le cose che si stanno facendo, andremo per vivacchiare e tra qualche anno staremo peggio di adesso.

Qualche parola anche sul trasferimento della sede fiscale della FIAT a Londra, su domanda del conduttore:

Un’impresa italiana riallochi le funzioni all’estero ma continui a produrre in Italia è una storia di successo.

La breve partecipazione di Padoan si chiude con una certezza: in Italia c’è voglia di cambiamento e se il Governo farà le cose giuste, prenderà i giusti provvedimenti, usciremo presto dalla crisi e torneremo a vivere, non più a vivacchiare.

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