Alitalia-Etihad, Lupi: no alla bad company

Lupi: "i privati investano le loro risorse. Se lo Stato può fare un passo indietro ben venga. Noi abbiamo chiesto a fine ottobre la ricapitalizzazione. Questa sfida va fatta".

Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi prende posizione contro l'ipotesi bad company per Alitalia: Etihad per entrare nel capitale del vbettore italiano vuole la costituzione di una newco formata da una società sana e un'altra in cui far confluire debiti ed esuberi di Alitalia.

Dice il ministro in quota Ncd:

"Continuo a leggere notizie che non sono vere. Il tema della bad company non è accettabile e non è condiviso dal governo. Il tema è affrontare un nuovo rilancio industriale della compagnia di bandiera".

Per Lupi serve trovare un grande partner industriale in grado di dare maggiore forza e credibilità all'azienda: la soluzione bad company o new company sarebbe solo un ritorno a modelli del passato (5 anni fa con la costituzione della Cai - Compagnia aerea italiana) la cui valenza è sotto gli occhi di tutti, con Alitalia che ha oltre un miliardo di debiti e 3mila lavoratori che rischiano di essere messi alla porta.

La questione secondo il ministro rimane allora quella di individuare un partner che sia abbastanza forte da rilanciare Alitalia sul piano internazionale per far riguadagnare alla compagnia italiana il ruolo di "vettore intercontinentale".

"Giudicheremo l'accordo che speriamo si possa raggiungere tra Etihad e Alitalia sulla base del piano industriale e dello sviluppo. Il resto lo lasciamo ai retroscena e alle indiscrezioni, magari di chi vuol far fallire questo accordo. I privati investano le loro risorse. Se lo Stato può fare un passo indietro ben venga. Noi abbiamo chiesto a fine ottobre la ricapitalizzazione. Questa sfida va fatta".

Ha spiegato ancora Lupi ieri a margine delle Giornate del lavoro promosse dalla Cgil.

(Nel video: il fallimento di Alitalia - Report 07/04/2013)

Alitalia  bad company

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