Dl Lavoro, Camusso: aumenta la precarietà, fermare la deriva

La leader Cgil: serve contratto unico a tutele crescenti.

Il Dl Lavoro arriva nell'aula del Senato oggi alle ore 15, per passare poi all'esame della Camera per l'approvazione definitiva. La conversione in legge deve arrivare entro il 19 maggio.

La Cgil è sul piede di guerra per le ultime modifiche al decreto apportate in commissione Lavoro di Palazzo Madama.

Le critiche si appuntano soprattutto sul fatto che l'azienda che supera il tetto del 20% di contratti a termine non avrà più l'obbligo d’assumere il lavoratore. Pagherà solo una sanzione monetaria.

Così hanno voluto i partiti di questa variegata maggioranza di governo, che sembra al completo servizio degli interessi dei datori di lavoro e crede di combattere con un’ulteriore iniezione di precarietà quella disoccupazione record per cui anche oggi veniamo bacchettati, stavolta dall’Ocse.

A parole si annunciano svolte buone e rivoluzioni quasi tutti i giorni, poi al coperto delle commissioni parlamentari si fa il bello e il cattivo tempo.

In uno degli 8 emendamenti del governo che ieri sera hanno avuto l'ok dalla Commissione Lavoro del Senato c'è scritto che se un imprenditore supera il 20% di contratti a termine sull'organico aziendale:

"per ciascun lavoratore si applica la sanzione amministrativa: pari al 20% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale non sia superiore a un solo lavoratore e pari al 50% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro, se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale sia superiore a uno".

La leader della Cgil Susanna Camusso è netta, il decreto lavoro del governo Renzi:

va nel verso dell'ulteriore precarizzazione. (...) Vi è la necessità di fermare la deriva precarizzatrice del mercato del lavoro.

E ancora:


Pensiamo all'allargamento dei voucher, al non cancellare le troppe forme contrattuali esistenti, si potrebbe dire che da una semplificazione del mercato del lavoro siamo alla moltiplicazione della complessità, a un oggetto intraducibile in qualunque altra lingua, destinato ad allontanare per i giovani e per i disoccupati la prospettiva di fondare qualche progetto sul loro lavoro, con tutti gli effetti di peggioramento del sistema formativo e produttivo

ha concluso Camusso nella relazione al XVII congresso del maggior sindacato italiano per numero di iscritti.

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