Baby-farmaci ad uso pediatrico crescono!

Baby farmaci In vigore dal 27 gennaio scorso il nuovo decreto europeo per i medicinali ad uso pediatrico che impone alle compagnie farmaceutiche operative in Europa di fornire specifiche informazioni riguardanti l'uso dei farmaci per i bambini.
Ogni medicinale dovrà quindi essere appositamente testato dai laboratori di ricerca per rispondere alle esigenze dei più piccini...fino ad ora oltre il 50% (90% per determinate patologie) dei farmaci in commercio è stato sperimentato solo sugli adulti!

Prime evidenti conseguenze per quei 63 pargoli su 100 che ricevono almeno un farmaco all'anno sono le reazioni avverse per il sovradosaggio o cure inefficaci per sottodosaggio per non parlare della difficile reperibilità dei medicinali per patologie gravi come nel caso dei tumori.
Secondo Federfarma in media ad ogni bimbo vengono prescritte 5 confezioni di medicinali e 3,3 ricette all'anno con un consumo predominante di antibiotici (55% dei bambini ne assumono almeno uno all'anno), antiasmatici (27%) e cortisonici (10%).

Il provvedimento europeo intende, come da comunicato EMEA, stimolare la ricerca e lo sviluppo ad utilizzo pediatrico, assicurare che tutti i farmaci vengano testati per i bambini e favorire la circolazione delle informazioni in merito all'utilizzo di medicinali da parte dei bambini.

Entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto si prevede la creazione di un Comitato Pediatrico responsabile della supervisione dei progetti di ricerca. La case farmaceutiche saranno inoltre stimolate a grossi investimenti in baby-farmaci grazie ad incentivi comunitari , che consentiranno una proroga semestrale del certificato supplementare di protezione (brevetto o "patent") sui farmaci "ricalibrati" per impiego pediatrico con consenso dell'Agenzia Europea del Farmaco.
Per quanto concerne invece i farmaci "orfani" per malattie rare sarà concessa l'esclusiva di mercato di 2 anni. In aggiunta tutte le case farmaceutiche che si impegnino in progetti di ricerca e sviluppo per farmaci ad uso pediatrico potranno avvalersi della consulenza gratuita dell'Emea nonché dei fondi di finanziamento alla ricerca predisposti dal Mice (Medicines Investigation for the Children of Europe).

In un certo senso Bruxelles sembra seguire l'esempio statunitense, che se in fatto di assistenza sanitaria non piace ai dirimpettai europei, la sa lunga in fatto di ricerca, proponendo carote succulente al tessuto imprenditoriale, stimolato da un sistema di incentivi e premi. Negli Stati Uniti, infatti, con il giusto meccanismo di incentivazione, in poco tempo c'è stato un aumento del 250% dei medicinali con sperimentazione pediatrica.

  • shares
  • Mail