Il governo Renzi prepara un condono fiscale? Ecco il piano

Far rientrare i capitali dall'estero pagando le tasse e una parte delle sanzioni. I soldi in ballo sono parecchi.

Forse si dovrebbe parlare di scudo fiscale, più che di condono fiscale. Ma molto dipende da cosa uscirà dalla Commissione finanze della Camera, dove bisogna però ancora capire se il testo base per iniziare i lavori sarà quello di Marco Causi del Pd o di Daniele Capezzone di Forza Italia. Quello che è probabile, invece, è che un governo Renzi forsennatamente a caccia di liquidi possa varare una modalità per far rientrare i capitali nascosti all'estero pagando solo delle multe, anche se sembra farsi strada anche l'ipotesi di estendere il provvedimento anche ai capitali in nero nascosti in Italia da tempo.

Il che renderebbe la misura un vero e proprio condono fiscale. Misura che, anche solo per quanto riguarda i capitali all'estero, ricorda da vicino quella pensata, ma naufragata, da Silvio Berlusconi del 2011. Come scrive Il Giornale:

La proposta in questione, che ora Renzi intende estendere anche a tutti gli altri paradisi fiscali, si inserisce in un indirizzo iniziato nel 2009 con le trattative fra Germania e Regno Unito con la Svizzera. I detentori di capitali dei rispettivi Paesi, che li avevano depositati nelle banche elvetiche anche con operazioni irregolari e che non li avevano dichiarati alle autorità fiscali competenti in patria, non vengono sanzionati con pene detentive o pecuniarie, ma possono sanare la propria posizione con una grossa multa se si impegnano a pagare annualmente una cedolare secca sulle somme in questione. Il governo svizzero si impegna a far rispettare alle proprie banche tale accordo, che comporta il prelievo del 27% alla fonte su interessi, dividendi, plusvalenze di titoli e quote di fondi di investimento a favore delle autorità fiscali dei Paesi d'origine. Anche gli Usa hanno fatto un analogo accordo.

I soldi che si potrebbe ottenere da una manovra del genere, sempre che le cifre che circolano siano giuste, basterebbero per coprire il taglio dell'Irpef e il taglio dell'Irap e ne avanzerebbe pure. I calcoli che erano stati fatti per il rientro dei capitali dalla sola Svizzera parlavano di 25 miliardi di euro in entrata nelle casse italiane grazie alle multe, più 4 miliardi annui per la cedolare da pagare sul capitale fatto rientrare. E questa volta ci sarebbero di mezzo tutti i paradisi fiscali, non solo la Svizzera, e sarebbe applicata anche alle società "esterovestite" proprietarie di immobili in Italia.

La stessa cosa era stata pensata anche dal governo Letta che, alla fine dello scorso gennaio emanò un decreto che conteneva l'autodenuncia dei beni mobili e immobili detenuti all'estero senza essere dichiarati nel 730. Si puntava ai 400 miliardi di capitali detenuti in Svizzera e si puntava soprattutto a far pagare tutte le imposte, scontando invece le sanzioni fino ai due terzi. Conveniva comunque, visto che il segreto bancario entro non molto avrà concluso la sua esperienza e quindi non si potrà più tenere i propri capitali all'estero così serenamente. La cosa dovrebbe concretizzarsi a settembre, ma ci potrebbero essere due importanti differenze rispetto al progetti di Letta: l'aumento dello sconto sulle sanzioni e l'estensione anche al "nero" italiano.

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