Electrolux: c’è l’accordo, cosa cambia per i lavoratori

Per il Ministro dello Sviluppo Federica Guidi si tratta di "un'intesa importante per il futuro, un nuovo approccio e un modello da replicare".

L’accordo sull'Electrolux, che salva dalla chiusura i 4 stabilimenti italiani e i 5.700 dipendenti del colosso svedese degli elettrodomestici, è stato siglato ieri al MISE tra azienda e sindacati.

Soddisfatta la ministra dello Sviluppo Economico Federica Guidi che parla di un "nuovo approccio" e "un modello positivo da replicare". Cosa prevede l’intesa, raggiunta dopo mesi di estenuanti trattative sotto la minaccia da parte dell’azienda di trasferire la produzione in Polonia?

L’accordo stabilisce che presto si aprirà un tavolo con governo, regioni interessate, sindacati e azienda per la verifica dell'avanzamento del piano industriale. Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm settore elettrodomestici dice:

"Per il raggiungimento dell'intesa con Electrolux è stato decisivo il contributo delle Istituzioni che hanno accolto anche specifiche richieste sindacali, quali il ripristino della decontribuzione in favore delle imprese che ricorrono ai contratti di solidarietà anzichè licenziare".

Nell’intesa che sarà firmata ufficialmente oggi a Palazzo Chigi:

“Si è peraltro deciso di insediare un tavolo che verificherà semestralmente lo stato di avanzamento del piano industriale, a cui parteciperanno Governo, Regione, Sindacati ed Electrolux: il pieno coinvolgimento delle istituzioni rappresenta per noi un'importante garanzia sull'effettiva permanenza delle produzioni in Italia e sul riassorbimento degli esuberi".


 
Più in dettaglio l’accordo stabilisce che nessuno sarà licenziato e che non ci saranno sforbiciate sostanziose ai salari. L'intesa prevede comunque una riduzione del costo del lavoro con il ricorso ai contratti di solidarietà, il taglio del 60% dei permessi sindacali e la riduzione da 10 a 5 minuti della pausa di lavoro nello stabilimento di Porcia.? E ancora la cassa integrazione straordinaria e le uscite incentivate volontarie e/o con prepensionamenti.

L’azienda dal canto suo si è impegnata a stilare un piano industriale con investimenti per 150 milioni e produzioni garantite in tutti gli stabilimenti italiani. Il governo ci metterà la decontribuzione e fondi per aumentare la competitività. Per lo stabilimento di Porcia, la regione Friuli Venezia Giulia ha predisposto sgravi Irap e defiscalizzaizone dei contratti di solidarietà, ed Electrolux è al lavoro per far rientrare i 150 esuberi, grazie a un imprenditore che sarebbe intenzionato a insediare la sua attività nelle aree dismesse del sito.

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