Tasi: è caos su aliquote e scadenze. Torna l'ipotesi del rinvio

Previsto un incontro tra Governo e Anci per fare chiarezza sulla tassa

Manca meno di un mese alla prevista scadenza per la Tasi, la nuova tassa sui servizi che assieme alla Tari sostituisce l'Imu sulla prima casa, e milioni di contribuenti ancora non sanno quanto pagheranno. Molti Comuni infatti non hanno ancora deciso l'aliquota, e da città a città si prevedono differenze sostanziali. Questo, assieme all'ingorgo fiscale che si verificherà tra giugno e luglio, ha portato tra l'altro al caos per i Caf.

Torna quindi l'ipotesi del rinvio, caldeggiata nei giorni scorsi dal governo ma respinta al mittente dai Comuni, che hanno bisogno di incassare quanto prima gli introiti della tassa sui servizi. Un primo confronto tra ministero dell'Economia e Anci, l'associazione dei comuni italiani, è terminata con una fumata nera, ma le parti torneranno a incontrarsi domani, e sul tavolo c'è una mediazione messa in atto da Piero Fassino, presidente dell'Anci.

Si parla di uno slittamento dal 16 giugno al 16 settembre per quei Comuni che ancora non hanno deliberato le aliquote dell'imposta - su questi l'accordo sarebbe già stato trovato - ma il governo vorrebbe allargare il rinvio a tutta Italia, anche per non creare ulteriori disparità.

Repubblica parla di un certo ottimismo sul risultato della mediazione, ma tutte le altre fonti danno per ferrea la posizione dell'Anci contro qualsiasi rinvio. Il nodo del contendere sono ovviamente i soldi: i Comuni hanno bisogno degli introiti della Tasi, già inseriti in bilancio alla data del 16 giugno. Una soluzione potrebbe essere quindi che il governo anticipi alle giunte i soldi necessari a colmare il vuoto di liquidità creato dallo slittamento.

Il sottosegretario Delrio ha detto che la decisione sulla proroga è questione di giorni.

Imu tasi prima rata

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