Alitalia-Etihad: accordo in fase di atterraggio

Delrio: "Credo che le condizioni per siglare un preaccordo ci siano". La lettera del ceo di Etihad all'ad di Alitalia arriverà in settimana.

Per la sospirata intesa Alitalia-Etihad sono ore decisive. La risposta del ceo del vettore degli Emirati arabi sull'ingresso nel capitale di Alitalia alla lettera che l'ad Gabriele Del Torchio gli ha inviato il 15 maggio scorso è attesa a stretto giro.

Da questa missiva dipende il futuro dell'ex compagnia di bandiera, con i nodi esuberi e debiti (oltre il miliardo) tutti da sciogliere. Questa dovrebbe dunque essere davvero la settimana decisiva con il consiglio di amministrazione di Alitalia pronto a riunirsi da un momento all'altro.

Come osserva "Milano Finanza" anche il governo vorrebbe incassare la cedola Alitalia al più presto, possibilmente prima delle elezioni europee del 23 maggio, in modo da sventolare la positiva chiusura del dossier in chiave elettorale.

Stamattina il sottogretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ai microfoni di Skytg24 si è mostrato più cauto sui tempi dell'intesa ed ha avvertito che non saranno rose e fiori:

Credo che le condizioni per siglare un preaccordo ci siano. I tempi credo che saranno quelli

cioè entro giugno al massimo. Delrio ha poi aggiunto:


La situazione è molto complessa, l'alternativa a trovare un forte partner e rilanciare la compagnia è perdere più di 10mila posti. In questo caso credo ci potrà essere un passaggio difficile magari da un punto di vista occupazionale, ma credo che la responsabilità con cui tutti viviamo queste vicende, e cioè che per rilanciare abbiamo bisogno di fare piccoli sacrifici altrimenti perdiamo tutto, credo che questa responsabilità ci sarà.

Etihad conta di riportare Alitalia in utile nel 2017, con molte più tratte sul lungo raggio e mettendo a 200 milioni di euro per rinnovare le flotta. Aerei che dovranno raggiungere 105 destinazioni, 7 in più di quelle odierne, per un'utenza di 27 milioni di passeggeri l'anno. Etihad deterrà dal 40 al 49% del capitale di Alitalia.

A livello societario la gestione sarebbe affidata a una newco a maggioranza Cai, Compagnia area italiana, cioè gli attuali azionisti di Alitalia. Sempre che si raggiunga l'accordo sull'azzeramento dei debiti di breve periodo e sull'allargamento al 2021 di quelli di medio e lungo termine. Infine il costo del lavoro dovrà ridursi di 400 milioni di euro per questo sarebbero previsti ben 2.700 esuberi.

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