Agenzia delle Entrate, finisce l'era di Befera. Presto l'accorpamento con Equitalia

Forse già domani l'annuncio del nuovo vertice e della fusione con il sistema di riscossione

Con il Consiglio dei ministri di oggi, si chiude l'era di Attilio Befera a capo dell'Agenzia delle Entrate. Dopo sei anni alla guida dell'ente tributario, il mandato di Befera giunge alla conclusione e il governo è chiamato a decidere il successore. Befera ha segnato nel bene e nel male l'evoluzione del sistema tributario italiano: quando è entrato in carica, la riscossione dei tributi era affidata alle banche e le cifre recuperate erano irrisorie. Le varie riforme e il peso sempre maggiore dato alla lotta all'evasione ha portato al potenziamento dell'agenzia e alla nascita di Equitalia.

Proprio Equitalia potrebbe essere protagonista di una novità annunciata già domani: il governo avrebbe infatti deciso di abolire la società di riscossione – mai troppo amata dagli italiani e diventata protagonista della campagna elettorale, specie da parte del M5S – accorpandola di fatto con l'Agenzia delle Entrate. Non si tratta di rinunciare alla lotta all'evasione ma di adottare un metodo diverso, già annunciato dal premier Renzi, secondo cui "non si fa con i blitz, come a Cortina o a Ponte Vecchio, ma con un investimento massiccio in nuove tecnologie". Quindi incrocio di banche dati, creazione di nuovi database e anche accordi con i paradisi fiscali.

D'altro canto la mossa avrebbe un sapore marcatamente politico, sia per la vicinanza della chiusura della campagna elettorale per le europee, sia perché martedì prossimo dovrebbe approdare alla Camera un disegno di legge dei 5 Stelle per l'abolizione di Equitalia. Disegno di legge che diventerebbe inutile se il governo annunciasse la soppressione della società.

A questo punto si gioca una partita agguerrita anche sulla nomina del successore di Befera. Il ministero dell'Economia e la stessa Agenzia puntano tutto su Marco Di Capua, attuale vice di Befera, che garantirebbe la continuità nella gestione dell'ente. Matteo Renzi invece vorrebbe un nome nuovo, che dia l'idea del cambiamento di approccio, e il nome su cui starebbe spingendo è quello di Francesco Greco, magistrato del pool di Mani Pulite ed esperto di questioni riguardanti il rimpatrio dei capitali. Per ora Di Capua resta favorito ma le quotazioni di Greco aumentano ogni ora che passa.

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