Alitalia: non chiudiamo le attività a Milano Malpensa

Il governatore della Lombardia Maroni ha tuonato contro l'ipotesi di chiusura o riduzione delle attività dell'aeroporto milanese. L'intenzione, dice Alitalia, è rafforzare la presenza di cargo e voli intercontinentali.

Dopo l'intesa stretta tra Alitalia ed Etihad per l'ingresso del vettore arabo nel capitale dell'ex compagnia di bandiera, con 2.500-2.600 esuberi previsti, vengono al pettine anche i nodi legati agli scali e alle rotte. Non è un segreto che la nuova Alihad privilegerà l'aeroporto romano di Fiumicino anche se Alitalia ha smentito la notizia di voler chiudere o ridurre le sue attività all'aeroporto di Milano Malpensa.

Ieri il presidente della Lombardia Roberto Maroni aveva tuonato contro l'ipotesi di chiusura o ridimensionamento dell'aeroporto milanese.

In una nota diffusa ieri sera Alitalia ha poi ribadito:

"l'intenzione, nell'ambito delle trattative per l'ingresso di Etihad in Alitalia, di rafforzare la presenza della compagnia nell'aeroporto di Malpensa attraverso una crescita dell'attività cargo e un incremento dei voli intercontinentali anche in occasione del prossimo Expo che, come dimostra il recente accordo Italiani nel mondo, vede Alitalia in prima linea a supportare l'iniziativa".

Il Maroni di lotta e di governo poco prima aveva spiegato:

"E' ridicolo pensare a Malpensa come un grande aeroporto cargo, la vocazione di Malpensa è quella di essere un hub".

Il governatore leghista ha poi aggiunto di aver già parlato con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia: insieme chiederanno di incontrare il premier Matteo Renzi e il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi perché:

"è inaccettabile un'intesa che passa sulle nostre teste, favorisce gli azionisti di Alitalia e penalizza tutte le istituzioni lombarde".

Il ridimensionamento di Malpensa, dice ancora Maroni, avrebbe ricadute pesantissime sull'occupazione, con i 2.500 esuberi previsti che potrebbero raddoppiare se non triplicare.

Alitalia 1990 esuberi

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