Consumi sempre al palo: altri 11 anni per tornare a livelli precrisi

Confcommercio: un recupero vero ci sarà solo nel 2015 con il Pil a +0,9% e i consumi in crescita dello 0,7%.

Per tornare ai livelli precrisi per i consumi in Italia, vista la drastica riduzione del potere d'acquisto della famiglie, serviranno altri 11 anni. Lontana dall'imperante ottimismo di governo, la stima è del centro studi di Confcommercio

In occasione dell'assemblea annuale l'associazione dei commercianti spiega che secondo i suoi calcoli nel 2014 il Prodotto interno lordo (Pil) italiano fare segnare un leggero aumento, dello 0,5%, mentre i consumi resteranno al palo o quasi con un misero +0,1%.

Perciò, anziché avvicinarsi, la ripresa:

"si allontana e si conferma più debole e lenta del previsto"

Confcommercio intravede un recupero che può definirsi tale solo nel 2015 con il Pil a +0,9% e i consumi in crescita dello 0,7%. Al crescere del clima di fiducia, cui l'operazione 80 euro in più ha dato man forte, non corrisponde dunque nell'immediato una ripresa dei consumi e tantomeno degli investimenti: l'economia reale era ed è in stallo mentre il divario economico-sociale tra il Nord e il Sud del Paese aumenta.

Nel periodo 2007 e il 2013 il prodotto pro capite, spiega ancora Confcommercio si è contratto di oltre 3.100 euro e fino al 2015 non ci sarà nessun vero recupero. Nel meridione, sempre nel 2015, si raggiungeranno 12.160 euro pro capite: per capirci un livello inferiore a 20 anni fa (12.195 euro).

E a proposito di consumi, allargando lo sguardo all'UE, le vendite al dettaglio nell'eurozona hanno fatto registrare ad aprile un aumento dello 0,4% sul mese precedente e del 2,4% su base annua secondo quanto comunica oggi Eurostat. La previsione degli analisti era di una variazione nulla su base mensile e di un aumento tendenziale dell'1,2%.

L'indicatore dei consumi di Confcommercio ad aprile 2014 mostra invece un aumento dei consumi in Italia dello 0,2% su base annua e una flessione dello 0,3% rispetto al precedente marzo, con i cali più importanti nel settore abbigliamento (-2,4%) e nelle spese per la casa (-1,8%).

Consumi 2014.2015

  • shares
  • Mail