La Bce taglia i tassi: cosa cambia per i mutui?

Il differenziale Btp-Bund vede il suo nuovo minimo storico al 2,84%. A Piazza Affari l'indice FTSE Mib sale dello lo 0,53%, l'indice paneuropeo FTSEurofirst 300 dello 0,25%.

Dopo che la Bce ha tagliato i tassi, ieri, al minimo storico dello 0,15% e introdotto misure non ordinarie per agevolare l'accesso al credito e rilanciare l'economia sul mercato secondario italiano fa bel tempo, con lo lo spread fra Btp e Bund che apre a quota 146 punti per un tasso di rendimento che scende fino al nuovo minimo storico del 2,84%. A Piazza Affari l'indice FTSE Mib sale dello lo 0,53%, l'indice paneuropeo FTSEurofirst 300 dello 0,25%.

Ma in soldoni il taglio dei tassi avrà effetti positivi sul mercato dei mutui in Italia? Secondo quanto dice Roberto Anedda, direttore marketing di Mutui on line:

“Sul fronte mutui potrebbero aprirsi scenari positivi dopo il recupero di erogazioni già fatto segnare nei primi mesi del 2014 La progressiva riduzione degli spread da parte delle banche ha già riportato i migliori tassi addirittura sotto il livello pre-crisi, e proprio in questi giorni gli spread più bassi sono scesi al 2%, ormai ben lontani dai massimi anche oltre il 4% degli anni scorsi ed invece sempre più vicini all’1,40%-1,50% di tre anni fa”.

Per Anedda le misure varate ieri dall'Eurotower:

“favoriranno senz’altro l’ulteriore discesa degli spread, rendendo i tassi ancora più convenienti rispetto ai livelli attuali, che già vede i tassi variabili sotto il 2,5% ed i tassi fissi sotto il 5%”.

In merito alle operazioni predisposte per agevolare la concessione di prestiti delle banche a famiglie e imprese sempre secondo Anedda:

“nei prossimi mesi potrebbe accentuarsi anche la spinta commerciale delle banche, sempre più interessate a recuperare volumi di erogato con condizioni economiche più favorevoli per la clientela e man mano una progressiva riapertura dei criteri di finanziamento”.

Per i mutui, del calo dei tassi beneficeranno anche le surroghe, che nei primi 5 mesi dell’anno hanno aumentato il loro peso sull’erogato totale di più del doppio visto che il calo dei tassi ha fatto sostituire a molti il precedente mutuo, specie quelli sottoscritti due o tre anni fa a tassi più alti di due punti percentuali.

Fin qui il parere di Anedda. Dal canto nostro sottolineiamo come i mutui a tasso variabile vincolati al tasso Bce sono ancora pochi perciò un taglio di 15 punti base del costo del denaro, dallo 0,25% allo 0,15%, significa risparmiare solo pochi euro all'anno per i mutuatari. Pr i mutui legati all'Euribor è la stessa cosa: quando i tassi Bce erano al 4,25%, era luglio 2008, e i tagli della Bce erano nell'ordine dei 50 punti base l'impatto sull'Euribor, cioè sui mutui variabili, era consistente ma variazioni così ridotte pur contribuendo a ridurre l'Euribor si tradurranno in un risparmio di pochi euro.

(Nel video: la Bce taglia i tassi al minimo storico - novembre 2013)

Mario Draghi BCE amsterdam

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