PIL, Istat: al Sud calo doppio nel 2013, -4%

I dati per area territoriale dell'Istat. Nel primo trimestre del 2014 il pil italiano è tornato negativo.


    Aggiornamento ore 11.00. La riduzione del Pil è stata molto meno marcata rispetto alla media nazionale nel Nord-ovest (-0,6%), mentre nel Nord-est il calo è stato dell'1,5% e nel Centro dell'1,8%. Dati coerenti, spiega l'Istituto nazionale di statistica, con il tracollo del Pil italiano, dell'1,9% nel 2013.

    Nel Nord-ovest del Paese le decise riduzioni del valore aggiunto nel settore primario (-3,1%) e nell'industria (-3,3%) sono state in gran parte compensate dall'aumento dell'1,1% nel comparto dei servizi.

    Nel Nord-est invece la contrazione dell'attività economica è stata maggiore nel settore dell'industria (-3,4%) e minore nel terziario (-0,4%). L'agricoltura è l'unico settore in controtendenza per un incremento del valore aggiunto del 4,7%.

    Al Centro la flessione del valore aggiunto è stata simile in tutti e tre i settori, -1,2% nel settore primario, -1,4% nell'industria e -1,5% nei servizi. Nel Mezzogiorno per l'industria e per il terziario la caduta del valore aggiunto è stata rispettivamente dell'8,3% e del 3,1%. Si è salvata solo l'agricoltura, con una riduzione molto più contenuta e pari allo 0,3%.

    Nel primo trimestre del 2014 il pil italiano è tornato negativo (-0,2%).

L'anno scorso la flessione del prodotto interno lordo italiano (-1,9%) non è stata omogenea sul territorio nazionale ma è risultata molto più pesante nel Mezzogiorno.

Secondo quanto comunica oggi l'Istat nelle stime per area territoriale il Sud ha fatto segnare una riduzione del Pil in volume del 4%, un calo di oltre il doppio rispetto al dato complessivo.

Istat Pil 2013 sud

(in aggiornamento)

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