Età pensionabile, Poletti: nessun cambiamento

Il titolare del Welfare da Napoli: "Ora dobbiamo trovare delle vie di equità".

Il ministro del lavoro Giuliano Poletti stamattina ha rassicurato sulle pensioni. Durante il suo intervento a "Repubblica delle Idee" in corso a Napoli ha detto che il governo Renzi non ha nessuna intenzione:

"di cambiare l'età pensionabile, né innalzandola né abbassandola, rimane quella che è".

Per la pensione di anzianità (ovvero anticipata) da gennaio 2014, per effetto della riforma Fornero (legge n. 214/2011) servono 41 anni e 6 mesi di anzianità contributiva per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini.

Per la pensione di vecchiaia invece occorrono per gli uomini 66 anni e 3 mesi, che siano dipendenti pubblici o privati. Per le donne servono 66 anni e 3 mesi nel settore pubblico, 64 anni e 9 mesi se sono lavoratrici autonome, e 63 anni e 9 mesi nel settore privato. L’anzianità contributiva per donne e uomini deve essere pari a 20 anni almeno per ricevere l'assegno.


Il ministro Poletti ha spiegato che:

"Dobbiamo ora lavorare per trovare delle vie di equità, partendo da quelle persone che sono fuori dal mercato del lavoro e con gli ammortizzatori non arrivano alla. Penso a chi ha 60 anni, gli mancano tre anni alla pensione, perde il lavoro e ha due anni di ammortizzatori: gliene manca uno solo alla pensione ma è impossibile rioccuparlo. A questi dobbiamo trovare una risposta".

E a proposito di lavoro l’Istat oggi ci informa sul fatto che in Italia ci sono ben 7 milioni di persone che vorrebbero lavorare ma non riescono a trovare un impiego o perché non lo cercano attivamente o perché non sono subito disponibili. Nel primo trimestre del 2014 oltre ai 3,487 milioni di disoccupati, nuovo massimo storico, ci sono infatti 3,381 milioni di inattivi per un totale di 6,87 milioni, dai 6 milioni di 9 mesi fa.

Pensione Giuliano Poletti - Ministro del Lavoro Governo Renzi

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail