Debito italiano: l'esposizione degli investitori esteri aumenta

I dati di Bankitalia e dell'Associazione delle banche estere.

È un buon momento per i titoli del debito pubblico italiano, come confermato dalle aste della prima parte dell'anno, e dallo spread Btp/Bund che sul secondario viaggia in area 153 punti, per un rendimento del decennale italiano sotto il 3%.

Tutto questo si traduce in una maggior fiducia degli investitori nei titoli di stato italiani, che essendo meno rischiosi "pagano" meno in termini di interessi, con somma gioia per il nostro debito pubblico monstre. Fatto sta che l'esposizione degli investitori esteri, specie le banche, al debito pubblico italiano è aumentata di qualcosa come 34 miliardi nei primi 2 mesi del 2014, dai 618 mld di fine 2013 ai 652 mld di fine febbraio di quest'anno.

A fornire i dati è stata la Banca d'Italia in occasione, ieri, del convegno dell'Aibe, l'Associazione delle banche estere. La rotta si è invertita all'inizio del 2014, e se ne ha avuta prova tangibile con il successo delle aste Bot e Btp.

"Le ultime emissioni di titoli di stato hanno visto una rilevante partecipazione dei soggetti esteri, prevalentemente europei, presso i quali è stato collocato oltre il 60% del controvalore emesso"

secondo il report annuale dell'Aibe, il cui presidente Guido Rosa ieri ha festeggiato i 30 anni dell'associazione. Al 31 dicembre 2013 risultavano presenti in Italia 80 filiali e 23 filiazioni di istituti di credito esteri, rispettivamente l'8 e il 9% del complesso delle attività del sistema bancario.

Piazzale Ministero finanze

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