Bollo auto: i costi saranno basati sulle emissioni

Il Consiglio dei Ministri sta prendendo in considerazione una revisione dei parametri della tassa di possesso degli autoveicoli. Si ipotizza un aumento del 12% a partire dal 2015

Il bollo auto cambia pelle e potrebbe trasformarsi molto presto in una tassa ecologica, questo almeno da quanto trapela in attesa della prossima seduta di Governo che potrebbe prevedere l’eliminazione dell’imposta pagata per le auto usate e la sostituzione dell’Ipt con un’imposta regionale (Iri) per le auto nuove in circolazione.

Le nuove norme che prevedevano un unico documento con i dati tecnici del mezzo e della proprietà (con unificazioni delle banche dati di Aci-Pra e della Motorizzazione Civile sono state stralciate all’ultimo momento) sono state stralciate e la novità più eclatante che si discuterà in Consiglio dei Ministri è la quotazione del bollo auto in base alle emissioni prodotte dal veicolo.

Il Governo sta pensando a una generale riforma sulla tassazione delle automobili e la novità potrebbe essere il pagamento del bollo non più soltanto in base alla cilindrata, ma in relazione alle emissioni prodotte. L’aumento ipotizzato del bollo per i veicoli sarebbe intorno al 12% dal prossimo anno in poi, mentre si parla anche di una possibile eliminazione del superbollo sulle vetture di lusso e dell’imposta provinciale di trascrizione.

Si tratta di una riforma destinata a sollevare numerose perplessità, tanto più se, come sembra, l’eliminazione del superbollo di lusso dovesse essere compensata da una maggiorazione per chi dispone di auto più datate.

Il pacchetto auto che potrebbe essere ripresentato alla prima riunione di Governo con possibili aumenti progressivi per i veicoli che abbiano emissioni inquinanti da parte delle Regioni ha tutta l’aria di un green washing finalizzato alla copertura dell’ennesima decisione iniqua di chi sceglie – in continuità con la politica del passato – di far pagare meno imposte a chi ha maggiori disponibilità di denaro.

Imposta di bollo esenzioni

Foto © Getty Images

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