53.000 gli esercizi chiusi nei primi 5 mesi del 2014

L'ennesimo allarme sulle imprese falcidiate da tasse e crisi arriva da Confesercenti.

Mentre si continua a parlare di timidi e altalenanti segnali di ripresa dell'economia italiana e dal governo si annunciano nuove misure di stimolo all'economia, il ministro Padoan 4 giorni fa, nei primi 5 mesi del 2014 hanno dovuto chiudere i battenti 53.000 esercizi nei settori del commercio e del turismo.

L'ennesimo allarme sulle imprese falcidiate dalla crisi, da una pressione fiscale record, dal drastico calo dei consumi (ci vorrebbero ben altro che 80 euro per rilanciarli) arriva da Confesercenti in occasione della sua assemblea annuale.

Le nuove aperture nel periodo preso in esame sono state pari a 32.230 unità, numero che non compensa le chiusure forzate per un saldo che risulta così negativo per oltre 20.000 unità.


"L'inasprimento del fisco e la crisi del mercato interno continuano a farsi sentire su Commercio e turismo, diminuendo ricavi e redditi medi e accelerando l'emorragia di chiusure"

spiega l'associazione degli esercenti. L'Osservatorio dell'associazione aggiunge che nei settori sopracitati hanno chiuso l'attività 53.037 imprese e che nello stesso arco di tempo le nuove aperture nel commercio e nel turismo sono state pari a solo 32.230 unità, per un saldo finale pari a -20.807 unità.

(Nel video in alto: intervista a Massimo Vivoli, presidente Confesercenti Toscana - marzo 2014)

Indice pmi servizi Italia

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail