Indisponibilità di farmaci in Italia (per venderli all'estero): esposti in procura

Ieri il Ministero della Salute aveva diffuso un comunicato richiamando tutti gli attori coinvolti nella vicenda ai propri impegni. Il Centro per i Diritti del Cittadino chiede sanzioni esemplari contro aziende farmaceutiche e grossisti senza scrupoli.

Il CODICI (Centro per i Diritti del Cittadino) sta inviando esposti alle procure italiane in cui hanno sede le aziende farmaceutiche che a fronte di un aumento della produzione del 10-20% non rifornisco le farmacie perché preferiscono vendere l'incrementata produzione di medicinali all'estero, in quanto la commercializzazione è più redditizia.

Chiediamo sanzioni esemplari e la sospensione dell’autorizzazione a produrre i farmaco nei confronti di quelle aziende che forniscono grossi lotti a grossisti senza scrupoli facendo venir meno l’approvvigionamento dei farmaco nel nostro paese. Di fronte allo straguadagno dei grossisti senza scrupoli non bastano i richiami ma servono sanzioni esemplari.

ha spiegato Ivano Giacomelli, segretario nazionale del CODICI, associazione nata nel 1987 con lo scopo di affermare, promuovere e tutelare i diritti dei cittadini e specie della fasce di popolazione più disagiate.

Ieri il ministero aveva diffuso un comunicato, considerato tardivo dal CODICI, ricordando gli impegni da ottemperare alla filiera del farmaco e alle autorità territoriali:

Non possono essere sottratti alla distribuzione e alla vendita per il territorio nazionale, praticando esportazione parallela, i medicinali per i quali sono stati adottati specifici provvedimenti al fine di prevenire o limitare stati di carenza o indisponibilità anche temporanea sul mercato.

In relazione alla temporanea indisponibilità sul mercato nazionale di farmaci indispensabili per la cura e per la continuità terapeutica di alcune malattie il Ministero rammenta altresì il principio dell'obbligo del servizio pubblico che pende sui grossisti, obbligati a garantire sempre un assortimento di medicinali sufficiente a rispondere alle esigenze di un dato territorio geografico, entro i limiti di cui questi farmaci sono prodotti e forniti dalle aziende farmaceutiche, e con una consegna delle forniture a strettissimo giro.

Il farmacista poi è il soggetto che:

deve procedere, direttamente o attraverso le associazioni rappresentative della categoria, ad effettuare una apposita segnalazione all’autorità territorialmente competente (Regioni, Provincie autonome, o altre autorità individuate dalla normativa territoriale) di irreperibilità del farmaco nella rete distributiva territoriale nonché l’indicazione del distributore all’ingrosso che non ha provveduto alla fornitura. Sulla base di tale segnalazione l’autorità competente territorialmente deve accertare l’eventuale violazione dell’ “obbligo di servizio pubblico” che comporta l’irrogazione di sanzioni di diversa gravità, che nell’ipotesi di reiterazione della violazione giungono fino alla revoca dell’autorizzazione alla distribuzione all’ingrosso dei medicinali.

Sarà il comando dei carabinieri per la salute a eseguire fin dai prossimi giorni tutti i controlli del caso presso i diversi livelli della filiera distributiva del farmaco, per una piena osservanza (si spera) delle normative vigenti.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail