Confindustria rivede al ribasso stime PIL 2014

+0,2% da 0,7% precedente. La disoccupazione salirà al 12,6% nel 2014 per calare poi impercettibilmente nel 2015, al 12,5%.

Il Centro studi Confindustria suona la carica all'esecutivo Renzi e taglia le stime sulla crescita nel 2014. Per il CsC urge una:

"scossa politica molto forte per riportare l'Italia su un piu' alto sentiero di sviluppo"

Infatti:

"la turbolenza politica rimane un freno, seppure si sia molto attenuata e abbia preso corpo nel Paese l'aspettativa di importanti riforme"

Per quest'anno Confindustria ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita del prodotto interno lordo fatte a dicembre quando si stimava un aumento del Pil dello 0,7%. Ciò a causa dell'effetto trascinamento, negativo, del 2013 (-0,1% contro il +0,1% atteso) e del "sorprendente" calo nel primo trimestre 2014 (-0,1% al posto di +0,3% previsto): il risultato è che per l'anno in corso in Pil crescerà solo dello 0,2% e dell'1% nel 2015.

L'incedere devastante della crisi economica ha provocato secondo il CsC la perdita di un milione di posti di lavoro, che diventano due milioni se si applica l'indicatore che tiene conto della possibilità che più lavoratori occupino lo stesso posto.

L'occupazione, misurata con le unità lavorative, calerà dello 0,6% nel 2014 per salire dello 0,4% nel 2015. Sempre secondo Confindustria la disoccupazione salirà al 12,6% nel 2014 dal 12,2% del 2013 per calare poi impercettibilmente nel 2015, al 12,5%. L'occupazione totale scenderà nel 2014 dello 0,6% per tornare a salire nel 2015, dello 0,4%, dopo tre anni con il segno meno.

Piano laboro Letta Squinzi

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