La petizione contro l'aumento delle tasse sulle birra

Firma anche tu per salvare la birra!

L'estate è appena cominciata e, maltempo a parte, il caldo comincia a farsi sentire. E con il caldo, passa la voglia di bere vino (si salva giusto quello bianco tenuto rigorosamente in frigo) e cresce la voglia di farsi una bella birra. Sempre che non costi troppo, visto che lo Stato sta per intodurre, a gennaio, la terza tranche dell’aumento delle accise. In 15 mesi la pressione è aumentata infatti del 30%. E di conseguenza, il prezzo della birra cresce.

Ragion per cui, come spiega Assobirra, continuare ad aumentare le tasse è tre volte deleterio. Non solo, visti gli aumenti, calano i consumi; non solo, calando i consumi, si mettono a repentaglio i posti di lavoro di chi lavora nel settore; ma anche lo Stato rischia di non vedere entrare nelle sue casse quanto previsto, in ragione del fatto che a ogni aumento corrispondono meno birre vendute e quindi meno introiti dalle accise.

E così, parte la petizione (con tanto di Renzo Arbore come sponsor e 100mila firme già raggiunte) per chiedere al governo lo stop agli aumenti delle tasse sulla birra: "Già oggi paghiamo 40 centesimi di tasse su una birra da 1 euro. E se l’aumento previsto a gennaio 2015 entrerà in vigore, quasi un sorso su due della nostra birra se ne andrà in tasse. L’accisa italiana sulla birra, già fra le più alte dell’Europa continentale, diventerà così la più alta subito dopo la Danimarca. È una situazione insostenibile. Per i 35 milioni di italiani che hanno il piacere di bersi una birra, per gli oltre 500 produttori italiani e per le 140.000 persone che lavorano con e nel settore della birra nel nostro Paese".

La petizione completa si può leggere qui, sul sito si può anche firmare e provare così a evitare una discriminazione. Ebbene sì, la birra è discriminata. La ragione la spiega Alberto Frausin, presidente di AssoBirra: "La birra è l’unica bevanda da pasto tassata con le accise in Italia, e i nuovi aumenti rendono ancora più iniqua questa discriminazione". Probabilmente perché lo Stato considera la birra non una bevanda da pasto, ma una bevanda alcolica. E infatti anche il vino (non è da pasto anche lui?) è sottoposto ad accise. Ma questo, è un altro discorso.

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