Consumi, Confcommercio: nessun sentiero di recupero

L'Indicatore dei Consumi Confcommercio a maggio registra una diminuzione dello 0,7% su base annua e dello 0,3% mensile.

A maggio la domanda interna resta ancora al palo, nessun sentiero di recupero per i consumi, nessuno slancio alla domanda delle famiglie secondo l'Indicatore di Confcommercio (ICC) che segna un calo dello 0,7% su base annuale e dello 0,3% rispetto al precedente mese aprile.

E se è vero che il bonus di 80 euro per i lavoratori dipendenti dal reddito medio-basso è stato erogato per la prima volta proprio a maggio, quindi non poteva incidere sui consumi, è altrettanto vero che a giugno la fiducia dei consumatori attesa in crescita è invece scesa a 105,7 dal 106,2 del mese precedente (dati Istat).

A luglio Confcomemrcio stima poi un ulteriore rallentamento dell’inflazione, la cui variazione su base annua si attesterà allo 0,2%, in flessione dallo 0,3% di giugno.

Per l'Indicatore dei Consumi Confcommercio di maggio:

"la diminuzione dello 0,7% su base annua e dello 0,3% mensile, unita al contenuto regresso della media mobile a tre mesi corretta dai fattori stagionali, evidenzia come le misure di alleggerimento del carico fiscale attuate fino ad oggi appaiano insufficienti a ridare slancio alla domanda delle famiglie che stenta ancora ad avviarsi su un reale sentiero di crescita; sul versante dell'occupazione sembrano emergere timidi segnali di stabilizzazione, evidenziati anche dai dati relativi alla CIG, che segnalano anche a maggio una riduzione del complesso delle ore autorizzate (-3,9%), anche se queste indicazioni non lasciano ancora intravedere un sicuro punto di svolta del mercato del lavoro".

In ogni caso a giugno il sentiment delle imprese secondo l'ufficio studi dell'associazione è in miglioramento, visto il lento recupero della produzione industriale; ciò non toglie che il tasso di disoccupazione generale sia da alcuni mesi fisso al 12,6%.

Nel raffronto annuale dell’ICC di maggio 2014 indica una crescita dello 0,7% della domanda relativa ai servizi e un importate calo dell'1,3% della spesa per i beni. In particolare è cresciuta del 7,6% la spesa reale in beni e servizi per le telecomunicazioni e la spesa per i beni e servizi ricreativi (+0,6%), e quella per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (+0,1%).

Secondo Confcommercio:

“in termini di media mobile a tre mesi, l'indicatore segnala un modesto regresso a conferma delle difficoltà dei consumi di avviarsi su un sentiero di recupero. Il dato di maggio riflette una flessione dello 0,5% della domanda per la componente relativa ai beni, mentre la componente relativa ai servizi non registra alcuna variazione”.

A mostrare una forte riduzione i beni e i servizi per la mobilità: le vendite di auto e due ruote ai privati hanno fatto segnare a maggio un segno negativo. Cali anche per l'abbigliamento e le calzature (-1,9%), per i beni e servizi per la casa (-1,6%), per gli alimentari, bevande e tabacchi (-1,2%). Riduzione più contenuta per la spesa per i beni e servizi per la cura della persona (-0,8%).

Allargando lo sguardo, a maggio nell'eurozona le vendite al dettaglio non hanno segnato variazioni mensili contro le stime degli analisti che avevano previsto un incremento dello 0,3% sul precedente aprile.

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