Copia privata, ecco i costi: per l’Antitrust saranno i consumatori a pagare

Ecco i nuovi prezzi del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi. Chi pagherà davvero?

Torniamo a parlare del decreto con cui è stato aggiornato il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi, firmato un paio di settimane fa dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, ma non ancora pubblicato sul sito del MiBac.

Le nuove cifre sono state diffuse e, salvo smentite da parte dei diretti interessati, sono ben più alte di quanto anticipato in un primo momento, in alcuni casi si arriva addirittura al doppio dei vecchi compensi. E le polemiche, inevitabilmente, sono tornate più accese che mai.

Non soltanto aumenti, ma anche nuove, e in alcuni casi doppie, imposizioni. Vediamo insieme i casi principali:


  • Smartphone e tablet: si va da 3€ per dispositivi fino a 8 GB per arrivare a 5.20€ per quelli oltre i 32 GB

  • Televisori: per le tv che hanno funzione di videoregistrazione il compenso è di 4€.

  • Computer: si passa da 1,90/2,40€ a 5,20€

  • Telefonini: 0,50€

  • Hard Disk: 0,01€ per ogni GB, fino a un massimo di 20 euro.

  • Schede di memoria: si arriva a un massimo di 5 euro.

  • Chiavette USB: si arriva a un massimo di 9 euro.

  • Supporti vergini: 0,10€ ogni 700 MB per CD-R, 0,20€ ogni 4,7 GB per DVD-R e 0,20€ ogni 25 GB per i Blu-Ray Disc

  • Audio Player: si va da un minimo di 0,64€ per dispositivi fino a 128 MB per arrivare a 12,88€ dai 20 GB in su.

  • Hard Disk esterno con uscite audio/video: da 4,51€ fino a un massimo di 14,81€

  • Hard Disk integrati in VCR, Decoder o TV: da 6,44€ per dispositivi fino a 40 GB a ben 32,20€ da 400 GB in su.

Come vedete, i prezzi sono sensibilmente più alti rispetti al passato e nonostante il MiBac e la SIAE assicurino che saranno i produttori a farsi carico dell’aumento, l’Antitrust si dice certo che a rimetterci saranno senza ombra di dubbio i consumatori. Non è solo l’Antitrust a dirlo, ma la disciplina europea, secondo la quale l’equo compenso è a carico dei consumatori.

E mentre i promotori di questo aumento si affannano a smentire, l’Antitrust si sta muovendo affinché, non potendo riportare la situazione al passato, i distributori espongano i nuovi prezzi specificando che l’aumento, lieve o meno a seconda dei casi, è dovuto a titolo di equo compenso secondo le nuove tariffe stabilite dal ministro Franceschini su proposta della Siae.

Matteo Renzi Government To Face Confidence Vote At The Italian Senate

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