Consumatori: bonus da 80 euro non basta a rilanciare la domanda

Appello di Federconsumatori e Adusbef al governo: ecco le misure "indispensabili" per far ripartire la domanda e l'economia italiana.

La manovra degli 80 euro in più in busta paga per i lavoratori dal reddito medio-basso (non oltre 26mila euro lordi annui), ma anche per pensionati e disoccupati, è di sicuro un primo passo in avanti, ma per rilanciare consumi e domanda interna c'è ancora parecchio da fare secondo le associazioni dei consumatori.

Il potere di acquisto delle famiglie italiane, come confermano gli ultimi dati Istat, rimane al palo, quindi urge attuare una redistribuzione del reddito sostengono Federconsumatori e Adusbef, i cui presidenti, rispettivamente Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, in una nota congiunta spiegano:


"Appare evidente che la giusta chiave di lettura per superare la difficile situazione di crisi in cui la nostra economia si è arenata non è stata ancora del tutto individuata".

Per Federconsumatori e Adusbef c'è tutta una serie di misure "indispensabili" per far ripartire la fiacca domanda domestica a rilanciare l'economia italiana. Innanzitutto va aumentato il reddito delle famiglie, con ampliamento della platea dei destinatari del bonus fiscale di 80 euro anche a incapienti e famiglie numerose.

Solo così secondo l'Osservatorio nazionale Federconsumatori i consumi su base annua potrebbero passare da una ripresa stimata in un +0,4% a una del +0,8-0,9%.

Ripresa che:

"per essere concreta e duratura, non può prescindere da interventi mirati allo sviluppo del Paese e all'incremento dell'occupazione".

Per Federconsumatori e Adusbef bisogna poi investire in settori strategici, a cominciare dalla rete telematica. Nell'ambito delle telecomunicazioni l'Italia si piazza al ventunesimo posto in Europa per quel che riguarda la media della velocità di connessione che da noi è di 5,2 Mb al secondo: appena il 40% rispetto a Olanda, Svizzera e Repubblica Ceca, la metà di Svezia, Irlanda, Belgio, Danimarca e Inghilterra, per intenderci.


"Lo sviluppo della rete, oltre che una priorità, rappresenta una grande opportunità che il nostro Paese non può e non deve lasciarsi sfuggire; investire su tale settore significa non solo crescita occupazionale e sviluppo tecnologico, ma anche incremento della produttività di sistema. Semplificazione della P.a., utilizzo dei Pos, crescita dell'e-commerce, sono solo alcuni degli ambiti in cui tale intervento potrebbe rivelarsi decisivo . Si tratta di operazioni onerose ma talmente vitali per il Paese che meritano sia messo in campo ogni sforzo necessario a realizzarlo, a partire dalla vendita di parte (circa il 15%) delle riserve auree"

concludono Trefiletti e Iannutti.

  bonus 80 euro e domanda interna

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