La Crociata castiga-singles dell'Irpef premia le famiglie

Assegni familiari La vita da single non conviene più, tra Dico e nuova curva Irpef sembrano premiate le unioni, di qualsiasi genere e forma, meglio se coronate da qualche figlio. Il bilancio preliminare sugli esiti della riforma fiscale parla chiaro: il nuovo sistema di detrazioni e aliquote Irpef sembra parteggiare per le famiglie biparentali con 2 figli a carico e con un reddito medio inferiore ai 40.000 Euro, mentre penalizza fortemente i redditi medio alti e i singles con reddito intorno ai 26.0000 Euro senza parenti a carico.

Partendo dalle addizionali comunali e passando per Irpef e assegni familiari cerchiamo di capire come migliora la situazione per le famiglie italiane.
Se la devolution fiscale non facilita il monitoraggio, data l'eterogeneità nelle aliquote applicate a livello comunale, il Sole 24 Ore sembra comunque aver scattato una fotografia piuttosto precisa del quadro fiscale.
Innanzitutto l'Italia non è più la stessa "da Trieste in giù", dal momento che proprio Trieste ha applicato una rigida politica fiscale adottando un' aliquota Irpef dello 0,8%. Approfittano del tetto fiscale dello 0,8% anche Campobasso e L'Aquila mentre si fermano allo 0,7% Ancona, Bologna, Cagliari e Perugia. Graziate dalla stretta Milano e Venezia dove rimane pressochè invariata la pressione fiscale sui contribuenti.
Secondo l'inchiesta, condotta su 20 comuni di Italia, infatti, circa metà del campione ha messo in cantiere degli aumenti sulle addizionali per equilibrare ammanchi di bilancio dovuti ad un minor gettito dalle casse statali.

Se comuni e regioni intervengono ad appesantire il debito pubblico dei contribuenti il governo concede un aiuto ai nuclei familiari a basso reddito con persone a carico. Fra le principali novità introdotte (circolari Inps del 12 gennaio) in tema di assegni familiari con il nuovo anno contributivo troviamo che:


  • gli importi degli assegni per le famiglie in cui sia presente oltre ai genitori, almeno un minore e non vi siano disabili, diminuiscono gradualmente per ogni 100 euro di aumento del reddito;

  • per le famiglie monoparentali è stato introdotto un assegno aggiuntivo fino a un massimo di mille euro l'anno per nuclei con almeno 3 o 4 componenti, tra cui un minore, oltre al genitore, fino a un massimo di 1.550 euro per quelli con 5 componenti oltre il genitore. ( v. articolo del Sole 24 Ore).

Consultando il sito dell'Inps constatiamo come gli assegni spettino con le dovute limitazioni alle famiglie con a carico

  • un coniuge anche se legalmente separato,

  • i figli ed equiparati minorenni, e comunque entro i 26 anni nel caso di studenti universitari, (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge, affidati a norma di legge, nipoti minori viventi a carico dell'ascendente),

  • i fratelli, le sorelle e i nipoti.

Gli assegni spettano unicamente nel caso in cui il familiare a carico non abbia un reddito superiore ai € 614,22 mensili!

Il risultato di tutte queste novità è probabilmente una ridistribuzione del reddito per quegli oltre 40 milioni di contribuenti che subiscono però una aumento della pressione degli enti locali con rincari oltre che sull'Irpef su imposte come Ici eTarsu. In ogni caso per fronteggiare l'armata delle imposte è meglio essere in 2 e ben informati su eventuali possibili detrazioni!

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