Investimenti scorporati dal calcolo del deficit: l'Ecofin dice no all'Italia

Sì agli obiettivi dell'Italia su crescita e riforme ma no a una maggiore flessibilità nei conti pubblici.

I ministri dell'economia dell'eurozona, ieri riuniti nel primo Ecofin presieduto nel semestre italiano di presidenza dell'UE, si sono detti d'accordo con gli obiettivi di crescita dell'Italia cui ha parlato il ministro Pier Carlo Padoan, ma su come raggiungerli le posizioni restano distanti.

Il nodo è sempre lo stesso, Germania e Olanda sono contro la flessibilità nei conti, gli Stati periferici dell'eurozona non possono fare ulteriori debiti, non possono spendere denaro che non hanno, la massima flessibilità possibile è quella già permessa dai trattati.

Della squadra del rigore fa parte anche il presidente designato della Commissione Ue, il popolare Jean-Claude Juncker. Il presidente del consiglio italiano conta sul fatto che ci sarà un commissario socialista all'economia, si parla del francese Pierre Moscovici, ma intanto incassa il no del commissario ad interim agli affari economici Sim Kallas sulla proposta di scorporare gli investimenti dal calcolo del deficit.

Dalla Commissione confermano che la spesa è spesa e i calcoli sono calcoli. Nel comunicato finale l'Ecofin dà il suo formale ok al programma italiano per il semestre di presidenza che verrà:

"I ministri dell'Ue sostengono gli obiettivi dell'Italia su crescita e riforme, concordano con l'uso della flessibilità già inserita nelle regole del Patto e si danno appuntamento a settembre per un nuovo scambio di vedute su opportunità di investimenti e riforme strutturali".

Secondo Padoan l'obiettivo di questo semestre in cui lui sarà alla guida delle riunioni dell'Ecofin è:

"aiutare tutti i Paesi a trovare incentivi e la spinta per le riforme".

Come? Con:

"tutti gli strumenti possibili all'interno del sistema esistente".

Quindi senza quel cambio di rotta chiesto a gran voce dal premier Renzi, e fino a due giorni fa dallo stesso Padoan, per quella che sembra già una marcia indietro:

"Abbiamo un sistema di regole che consente la flessibilità, e ora cominciamo le discussioni per capire cosa questo significa"

ha aggiunto Padoan: addio quindi all'ipotesi dello scorporo della spesa per investimenti dal deficit.


"Tutta la spesa deve essere calcolata nel deficit, non può esserci spesa buona e cattiva, il debito è debito, il quadro regolatorio è chiaro".

ha detto chiaro il commissario ad interim agli affari economici Siim Kallas.


"L'attenzione sulla crescita e sulle riforme è giusta e la sosteniamo pienamente, è decisivo per rafforzare gli investimenti e la competitività, ma le riforme non devono essere una scusa per evitare il consolidamento di bilancio"

ha invece commentato il ministro tedesco dell'economia Wolfgang Schaeuble dopo l'Ecofin.

Pier Carlo Padoan - Ecofin - Tobin Tax

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